Intervista a Francesco Stefanelli e Nicola Pantani

Intervista a Francesco Stefanelli e Nicola Pantani

Qual è il primo ricordo della tua vita legato alla musica che ti viene in mente?

Francesco: Quando in un laboratorio musicale per la prima volta mi sono approcciato alla musica, ai suoni e a tutti gli strumenti musicali.
Nicola: Il primo ricordo musicale è l’ascolto del Concerto in mi minore di Chopin con Claudio Arrau e Otto Klemperer.

Come mai hai iniziato a suonare uno strumento musicale?

Francesco: Ho iniziato a suonare uno strumento musicale perché fin da piccolo sono vissuto in un’atmosfera musicale, dato che anche i miei genitori sono musicisti. In casa ho sempre ascoltato musica suonata dai miei genitori, da quando ero nel grembo materno.
Nicola: Per caso; in casa avevo una piccola tastiera e mi sono avvicinato per gioco.

Quando hai capito che eri bravo in quello che stavi facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della tua vita?

Francesco: Fin dai primissimi tempi speravo che potesse occupare una parte della mia vita, e quindi ho subito iniziato a studiare seriamente, e già nei primi anni ho ottenuto ottimi risultati.
Nicola: Sto ancora cercando di capire se sono bravo o meno, ma ho capito appena mi sono avvicinato alla musica che sarebbe stata importante per me.

Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e cambiare direzione?

Francesco: No, ma spesso ci sono alti e bassi.
Nicola: Non ho mai voluto veramente cambiare direzione o mollare tutto, anche se ci sono stati diversi momenti difficili.

Ci raccontate come vi siete conosciuti? Cosa vi piace del modo di suonare dell’altro se come mai avete scelto di formare un duo?

Francesco: Conoscevo già Nicola come pianista ma sono rimasto impressionato quando suonò “I quadri di un’esposizione” di Musorgskij. Le sue migliori qualità sono l’abilità tecnica e la ricerca di colori e sonorità diverse. Abbiamo deciso di formare un duo perché ci siamo trovati bene assieme fin dal nostro primo concerto.
Nicola: Abitiamo in città vicine, e un giorno il mio maestro mi ha detto che Francesco cercava un pianista per fare duo. Siccome anche a me interessa molto la musica da camera, abbiamo immediatamente iniziato a studiare insieme. Mi hanno subito colpito la sua musicalità e la sua serietà nell’affrontare il repertorio, e da allora è stato sempre un piacere suonare con lui. 

Qual è il momento più emozionante che ricordi della tua carriera musicale?

Francesco: Il momento più emozionante della mia carriera è stato quando suonai con l’orchestra WDR a Colonia in Germania durante l’Eurovision Young Musicians.
Nicola: Un momento molto emozionante è stato la vittoria del Premio “Casella” al Teatro La Fenice.

C’è un brano musicale a cui sei particolarmente legato? Vuoi dirci qual è e come mai?

Francesco: No, vado molto a periodi. Ma i miei compositori preferiti sono Brahms, Mahler e Bach.
Nicola: Direi “L’après midi d’un faune” di Claude Debussy per la sua potenza e per le sue atmosfere incredibili. 

Hai altre passioni oltre a suonare il tuo strumento (sport/lettura/viaggi/hobby vari/ecc.)?

Francesco: Nel tempo libero mi piace giocare a scacchi e, al mare, a beach tennis.
Nicola: Mi piace molto leggere.

Ascolti altri tipi di musica oltre a quella che suoni? Se sì, quali?

Francesco: Sì, mi piace ascoltare anche musica jazz, perché mio papà fa spesso concerti jazz.
Nicola: Mi piace moltissimo il jazz e in particolare Bill Evans, Keith Jarrett e Oscar Peterson.

C’è un disco – di qualsiasi genere – che consiglieresti a tutti di ascoltare?

Francesco: Qualsiasi registrazione delle Suitesdi Bach per violoncello solo può avvicinare un nuovo ascoltatore alla musica classica.
Nicola: I Preludidi Debussy con Arturo Benedetti Michelangeli.