Intervista a Giuseppe Gibboni

Intervista a Giuseppe Gibboni

Giuseppe Gibboni (2001) nasce in una famiglia di musicisti professionisti e, grazie ai primi insegnamenti dei genitori, a tre anni inizia a suonare il violino. In questa intervista ci ha raccontato della sua infanzia, degli ultimi concorsi a cui ha partecipato e del suo amore per lo sport.

 

Qual è il primo ricordo della tua vita legato alla musica che ti viene in mente?

Il primo ricordo legato alla musica… beh forse già nel pancione di mamma , ma diciamo che ricordo benissimo quando da piccolo giocavo nel salotto con le mie sorelle , e mia madre e mio padre suonavano insieme (pianoforte mamma, violino papà) e io a volte tenevo il tempo con un piccolo tamburello giocattolo.

Come mai hai iniziato a suonare uno strumento musicale?

La mia è una famiglia di musicisti, quindi era normale suonare qualcosa: pianoforte, violino, pentole, coperchi, ecc… e poi vedevo le mie sorelle che facevano lezione con papà e ho voluto farlo anche io… volevo suonare.

Quando hai capito che eri bravo in quello che stavi facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della tua vita?

In realtà non ho ancora capito se sono bravo in quello che sto facendo… ho capito da subito invece che quello che volevo fare era suonare il violino. Per me era normale studiare il violino e sono cresciuto con quello strumento… Poi, crescendo, è diventata un’attività importante per me, per il mio futuro. Ma a me interessa suonare, fare musica per me e per gli altri.

Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e cambiare direzione?

No, non ci sono mai stati momenti del genere, sono sempre stato molto convinto!

Ci racconti come vi siete conosciuti con Fabio Silvestro? Cosa ti piace del suo modo di suonare e come mai avete scelto di formare un duo?

Con Fabio ci siamo conosciuti un paio di anni fa a Roma durante un corso all’accademia Sincronía della M° Agostinelli . Ci siamo trovati subito bene , lui è un ottimo pianista: ha molta cultura e gusto musicale, che si riflettono sia nell’accompagnamento che quando facciamo musica da camera. Con lui mi sento sicuro, è un musicista nel senso lato della parola.

Qual è il momento più emozionante che ricordi della tua carriera musicale?

Beh, ce ne sono stati alcuni… la vittoria al concorso internazionale violinistico “Postacchini” l’anno scorso, al concorso internazionale violinistico “L. Kogan” di Bruxelles di quest’anno o al programma “Prodigi” di Rai Uno e Unicef… ma forse quello davvero più emozionante è stato vedere la commozione del mio maestro Maurizio Aiello, dei miei genitori e dei commissari il giorno del mio diploma a giugno di quest’anno.

Hai altre passioni oltre a suonare il tuo strumento (sport/ lettura/ viaggi/ hobby vari/ ecc.)?

Sì, lo sport in generale (ho fatto Karate), disegnare, fare la corsa con il mio cane (un corso di un anno), andare in montagna con papà…

Ascolti altri tipi di musica oltre a quella che suoni? Se sì, quali?

Ascolto e mi piace la musica pop anni 70/ 80… Preferisco i Pooh, gli Alunni del Sole… insomma, questo genere.