Intervista a Leonora Armellini

Intervista a Leonora Armellini

Leonora Armellini suonerà a Fortissimissimo il 2 ottobre da solista e il 3 ottobre con il violoncellista Alessio Pianelli. In questa intervista ci racconta dei suoi hobby, della musica che le piace ascoltare e del mestiere che ha sempre voluto fare da grande (“Ma la pianista, ovviamente!”).

Qual è il primo ricordo della tua vita legato alla musica che ti viene in mente?

È difficile per me pensare a un solo primo ricordo. Sono praticamente nata nella musica, sia mia madre che mio padre sono musicisti quindi l’ho vissuta fin dall’inizio grazie a loro. Ricordo entrambi quando studiavano, quando facevano lezioni, quando provavano con i loro gruppi cameristici o con l’orchestra… Forse una cosa che ricordo sempre con un sorriso era quando sgattaiolavo sotto il pianoforte di mia mamma mentre faceva le prove con il suo trio e, convinta che non mi avessero vista, improvvisamente saltavo fuori urlando per spaventarli!

Come mai hai iniziato a suonare uno strumento musicale?

Questo si ricollega molto alla domanda precedente… Ho vissuto in mezzo alla musica fin da subito quindi è stato un processo estremamente naturale. Quando mi chiedevano cosa volevo fare da grande la mia risposta era: “Ma la pianista, ovviamente!” e poi dentro di me pensavo: “Ma che domanda stupida… cos’altro si potrebbe fare se non i musicisti?”.

Quando hai capito che eri bravo in quello che stavi facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della tua vita?

Posso dire di non averlo mai capito, nel senso che fin da piccolissima sapevo che era ciò che volevo fare quindi mi sono sempre impegnata tantissimo per essere “brava”. Ho sempre studiato molto, mi portavano a tutti i concerti, seguivo alla lettera le indicazioni della mia insegnante e vivevo intensamente ogni mio impegno. È sempre stato così, fin dall’inizio.

Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e cambiare direzione?

Cambiare direzione mai. Non mi sono mai immaginata senza la musica. Forse qualche volta ho pensato che la vita da concertista solista fosse troppo complicata e magari riflettevo su delle alternative. Ovviamente ci vogliono un carattere, una pazienza e un’abnegazione enormi per affrontare questo tipo di carriera, ma soprattutto la ricerca continua e la necessità di crescita costante sono sempre una grande sfida verso se stessi, e a volte mi è capitato di sentirmi “sopraffatta” da questo o di sentire che gli obiettivi che mi imponevo non fossero alla mia portata. Però, come in ogni grande amore, i momenti difficili arrivano, si affrontano e per fortuna si superano.

Qual è il momento più emozionante che ricordi della tua carriera musicale?

Il Concorso Chopin di Varsavia, certamente. Avevo 18 anni e mi ero buttata in questa grande avventura senza sapere veramente cosa mi aspettasse. Ma sono andata lì, ho vissuto tutto con un po’ di incoscienza e con un grandissimo impegno ed è stato un mese incredibile, pieno di emozioni intensissime.

Hai altre passioni oltre a suonare il tuo strumento (sport/lettura/viaggi/hobby vari/ecc.)?

Mi piace molto viaggiare, chiaramente mi capita più spesso di farlo per suonare ma cerco sempre di ritagliarmi del tempo per visitare i posti in cui vado. Amo molto stare nella natura, che sia mare o montagna ho bisogno ogni tanto di andare via dalla città per rigenerarmi. Non sono una grande lettrice ma se trovo un libro che mi appassiona riesco a finirlo in pochissimo tempo. Non guardo la TV da un bel po’ ma passo del tempo su YouTube per seguire chi mi piace, cerco di approfondire alcune cose che mi appassionano tramite alcuni youtuber. Un’altra cosa che mi piace molto fare nel tempo libero è trascrivere o arrangiare musica per diversi organici. Mi diverte molto anche cucinare, penso sia una delle poche altre cose che so fare abbastanza bene!

Ascolti altri tipi di musica oltre a quella che suoni? Se sì, quali?

Assolutamente sì. Ho passato molte fasi, dalle boyband quando ero adolescente al rock e al metal poi. Ho amato tantissimo i Metallica, poi rimanendo sempre una loro grande fan ho iniziato ad appassionarmi molto anche del progressive rock. Emerson, Lake & Palmer sono uno dei miei gruppi preferiti, ho anche trascritto un paio di loro brani per strumenti “classici” e chissà che non mi capiti prima o poi di suonare il Concerto per pianoforte e orchestra di Keith Emerson! Infine, quando sono in un mood più rilassato metto su un po’ di musica latina e fa subito vacanza al mare.

C’è un disco – di qualsiasi genere – che consiglieresti a tutti di ascoltare?

Le Mazurke di Chopin suonate da Rubinstein. Non saprei spiegare il perché ma è un CD che ho letteralmente consumato. È di una bellezza struggente, la semplicità e la naturalezza dei sentimenti che cui Rubinstein trasmette con le Mazurke è davvero disarmante, non si può far altro che stare lì ad ascoltare e lasciarsi trasportare dalla musica.

Qual è il libro che leggerai quest’estate?

Ho iniziato “Il lupo della steppa” di Hermann Hesse e volevo leggere anche Siddharta. Hesse è un autore che amo molto.

Quali sono i tuoi programmi per l’estate 2017?

Preparare un concorso… quindi studiare, studiare, studiare. Le vacanze slitteranno a più avanti!