Intervista a Luca Buratto

Intervista a Luca Buratto

Qual è il primo ricordo della tua vita legato alla musica che ti viene in mente?

Sicuramente la prima esibizione in pubblico! Avevo 5 anni, ed era molto difficile anche solo sedersi al pianoforte: ricordo il papà che doveva regolare lo sgabello e poi piazzarmici sopra!!

Come mai hai iniziato a suonare uno strumento musicale?

Mio papà è un appassionato di musica, e lui stesso ha studiato da giovane. Il nonno di mia mamma era compositore e direttore d’orchestra, quindi in qualche modo anche loro sono cresciuti con la musica (e spesso mi raccontano dei loro primi appuntamenti alla Scala!).

Tornati da un anno in America per lavoro di mio padre, lui ha deciso di comprarsi un nuovo pianoforte. Mio fratello studiava già violino, e io avrei dovuto iniziare il violoncello. Ma visto che c’era il pianoforte nuovo, è sembrato un peccato non sfruttarlo, ed è così che è iniziato il tutto.

Quando hai capito che eri bravo in quello che stavi facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della tua vita?

Ho avuto la fortuna di avere sempre insegnanti molto bravi, capaci, e che mi hanno sempre stimolato a migliorarmi e a progredire. La consapevolezza di quello che sai fare, o di come puoi farlo, è arrivata sicuramente dopo! La musica e il pianoforte mi hanno sempre accompagnato nei miei anni di studi, quindi non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che volevo fare il musicista, ma lo ritengo, ancora oggi, un percorso in evoluzione!

Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e cambiare direzione? 

Sicuramente la musica richiede molto, e terminato il liceo ho fatto questa scelta. Non ho mai pensato di mollare il pianoforte, sicuramente non è un percorso dei più semplici o dove la strada è più o meno standard, ma apprezzo anche questo lato imprevedibile e intrigante.

Qual è il momento più emozionante che ricordi della tua carriera musicale?

Sicuramente il debutto alla Scala! Da milanese, ed essendo stato molte volte tra il pubblico, da bambino, da ragazzino, sempre chiedendomi se un giorno sarei mai arrivato a suonare su quel palco! Rimarrà sicuramente una delle memorie che porterò sempre con me.

C’è un brano musicale a cui sei particolarmente legato? Vuoi dirci qual è e come mai?

La Fantasia di Schumann. Un brano che ho portato al mio diploma, ormai 8 anni fa, e che per me ha molti significati. Sicuramente c’è il mio amore per Schumann, e questo brano in particolare, ma poi si lega a varie fasi e momenti della mia vita, ed è sempre una gioia tornare a studiarlo. È diventato anche una sorta di porta fortuna, per me.

Hai altre passioni oltre a suonare il tuo strumento (sport/lettura/viaggi/hobby vari/ecc.)?

Amo viaggiare, e a questo si lega anche una passione per il cibo. Di solito quando vado in tournée la prima cosa che controllo sono i ristoranti!  Adoro leggere (ho sempre vari libri in valigia), e seguo molto lo sport, soprattutto tennis e calcio (tifo Milan! So che il M° Lucchesini apprezzerà).

Ascolti altri tipi di musica oltre a quella che suoni? Se sì, quali?

No, purtroppo non sono molto ferrato su altri generi…

C’è un disco – di qualsiasi genere – che consiglieresti a tutti di ascoltare? 

Ovviamente: il mio!