Intervista al Quartetto Dàidalos

Intervista al Quartetto Dàidalos

Qual è il primo ricordo della vostra vita legato alla musica che vi viene in mente?

Stefano: Una lezione di coro di voci bianche a Modena, al Pavarotti, e la maestra ungherese che gorgheggia.
Lorenzo: Una prova di musica da camera. Avevo quattro anni e ascoltavo dietro una porta chiusa il suono del clarinetto di mio padre che provava con due suoi amici nel salone di casa.
Anna e Lucia: Una prova d’orchestra di bambini, allievi di nostra madre. Ci sedevamo in fondo alla sala pensando: “quando potremo suonare anche noi?”.

Come mai avete iniziato a suonare uno strumento musicale?

Certamente per il desiderio di farlo. Veniamo tutti da famiglie di musicisti o di grandi appassionati di musica. Siamo sempre stati in contatto con questo mondo ed è stato molto naturale scegliere di iniziare a suonare uno strumento fin da molto piccoli.

Quando avete capito che eravate bravi in quello che stavate facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della vostra vita?

Ci siamo resi conto che quel che facevamo sarebbe potuto diventare una parte importante della nostra vita in momenti differenti della nostra formazione musicale. Ma certamente la vera forza che ogni giorno ci conferma che stiamo seguendo la strada giusta è il potersi emozionare in modo profondo attraverso la musica che stiamo suonando.

Ci sono stati dei momenti in cui avreste voluto mollare tutto e cambiare direzione?

Lorenzo ci racconta: “Si può vivere con la musica?”. Questa era la domanda che mi ponevo anni fa. Le risposte non erano troppo rassicuranti. Avevo deciso di smettere. Non ho suonato per due settimane e poi ho capito che la domanda che mi ero posto era sbagliata. La vera domanda è: “Si può vivere senza musica?”. I momenti difficili fanno parte della vita di ogni musicista, ma per quanto si possa pensare di mollare tutto, la musica è ormai parte di ciò che siamo.

Ci raccontate come vi siete conosciuti con gli altri musicisti del quartetto? Cosa vi piace del vostro modo di suonare insieme e come mai avete scelto di formare un ensemble stabile?

Lucia: Ci siamo conosciuti in momenti differenti ma in qualche modo eravamo destinati a suonare insieme. Anna, Lorenzo ed io ci siamo conosciuti da piccoli in Conservatorio a Novara, con Stefano siamo entrati in contatto alle masterclass estive di Portogruaro e l’abbiamo poi conosciuto meglio quando si è trasferito a Novara. L’occasione per iniziare a suonare insieme ci è stata data nell’ottobre 2014 dalla richiesta di un quartetto per uno spettacolo teatrale. In quel momento ci siamo accorti che ci piaceva moltissimo e quando abbiamo conosciuto il Quartetto di Cremona abbiamo realizzato che il quartetto poteva davvero essere la nostra strada. Quello che amiamo del nostro modo di suonare insieme è sicuramente l’entusiasmo contagioso e il riuscire a instaurare in concerto quel dialogo unico, indispensabile per vivere insieme ciò che si sta suonando.

Qual è il momento più emozionante che ricordate della vostra carriera musicale?

Lucia: è quasi impossibile eleggerne uno solo, ma uno dei più sentiti è stato certamente il concerto “Omaggio a Cremona 2017”, in cui abbiamo suonato il Quartetto “La Morte e la Fanciulla” di Schubert al Teatro Ponchielli di Cremona.

Stefano: Per me è il concerto sotto la direzione di Riccardo Muti a Mirandola per i terremotati, nel 2013, senza dubbio.

Anna: Faccio fatica a sceglierne uno. Tante volte mi è capitato di emozionarmi moltissimo in concerto. Ricordo con commozione l’esecuzione della Prima Sinfonia di Mahler nel 2014, ma anche la mia prima volta come solista con un concerto di Mozart e alcune lezioni sul Quartetto “La Morte e la Fanciulla”

Lorenzo: Il concerto al Museo del Violino di Cremona in cui abbiamo suonato il Quartetto op. 41 n. 3 di Schumann.

C’è un brano musicale a cui siete particolarmente legati?Volete dirci qual è e come mai?

Come esecutori certamente siamo legati al quartetto di Mozart K. 387 in sol maggiore, il primissimo pezzo che abbiamo studiato e al Quartetto La Morte e la Fanciulla di Schubert, divenuto un pilastro del nostro repertorio.

Non possiamo però non nominare il Quartetto op. 132 di Beethoven. Premettendo che adoriamo tutti i quartetti di Beethoven, per l’op. 132 abbiamo un amore particolare scaturito sicuramente dall’ascolto dell’interpretazione del Quartetto di Cremona.

Avete altre passioni oltre a suonare il vostro strumento (sport/lettura/viaggi/hobby vari/ecc.)?

Nel nostro quartetto ci sono le passioni più svariate. Stefano è appassionato di poesia, Anna di fotografia, Lorenzo di ferrovie e modellismo ferroviario. Lucia studia musicologia e in particolare apprezza la fantascienza. Condividiamo la passione per il cinema e le serie tv, così come per l’arte e la letteratura. Lorenzo e Lucia sono i cuochi ufficiali del quartetto, mentre Anna e Stefano sono due lavapiatti provetti.

Ascoltate altri tipi di musica oltre a quella che suonate? Se sì, quali?

I nostri gusti d’ascolto sono prevalentemente nell’ambito classico, ma non manca chi apprezza il blues e il pop. Anna, in particolare, è quella che ascolta davvero di tutto. Nelle sue playlist si trova Bach, Ray Charles, Mahler, Van Morrison, Schubert e gli 883 senza distinzione.

C’è un disco – di qualsiasi genere – che consigliereste a tutti di ascoltare?

Domanda difficile. Siamo tutti dei grandi ascoltatori e ci piace moltissimo comparare diverse esecuzioni di un brano. Se proprio dobbiamo eleggerne uno, quasi all’unisono rispondiamo l’incisione del Quartetto Emerson e Rostropovich del Quintetto D 956 in do maggiore di Schubert.