Intervista al Trio Libra

Intervista al Trio Libra

Il Trio Libra è formato da Roxana Ligia Visinescu (violino), Giacomo Petrucci (violoncello) e Debora Tempestini (pianoforte). Nel 2015 si conoscono nella classe di musica da camera di Rolando Russo al Conservatorio di Firenze. In questa tripla intervista abbiamo cercato di conoscerli meglio, in vista del loro concerto a Fortissimissimo il 4 ottobre.

Qual è il primo ricordo della tua vita legato alla musica che ti viene in mente?

Roxana: Me lo ricordo come ieri: il mio primo saggio e tutta quella gente grande che applaudiva, non capivo molto cosa stesse succedendo.

Giacomo: Il mio primo ricordo legato alla musica che mi viene in mente è quando ho visto e pizzicato per la prima volta le corde del contrabbasso di mio padre: ho ancora vivido il ricordo dello stupore incredulo che provai nel sentire la vibrazione e il suono, la voce grave e profonda dello strumento.

Debora: Il mio primo concorso di pianoforte, il “Giulio Rospigliosi” di Lamporecchio, avevo 7 anni. Suonavo il Minuetto in SOL maggiore di Bach e il Notturno in Mib maggiore di Chopin, e sfoggiavo il mio vestito rosso preferito. Ho vinto il primo premio ed ero entusiasta.

Come mai hai iniziato a suonare uno strumento musicale?

Roxana: Ci sono persone che raccontano che hanno scelto da soli lo strumento , per il suono, per la bellezza. Io non sono una di loro: a me è successo il contrario, è stato il violino a scegliere me. Ero piccola, facevo ginnastica artistica e mi piaceva. Amavo giocare fuori, con le capre, nella foresta, con gli altri bambini… Poi ho avuto un incidente durante l’allenamento . Mia nonna, per consolarmi, mi ha messo il violino in mano e mi ha detto: “D’ora in poi giochi con questo.” Ho fatto bene a fidarmi di lei.

Giacomo: Ho iniziato a suonare uno strumento musicale perché ne avevo bisogno, ‘sentivo’ che dovevo suonare; è sempre stata e lo è tuttora una necessità psicofisica fortissima.

Debora: Mio padre è sempre stato un grande appassionato di musica colta, pur non avendola mai studiata, ed è stato lui ad avvicinarmi a questo mondo, lasciandomi strimpellare sul pianoforte digitale che avevamo in casa; dopodiché, in concomitanza con l’inizio della scuola elementare, decise di iscrivermi al corso di pianoforte nella Scuola di Musica della mia città.

Quando hai capito che eri bravo in quello che stavi facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della tua vita?

Roxana: Che ero brava me lo dicevano da piccola, essere brava adesso è un’altra storia…

Giacomo: Il mio percorso di studi musicali mi ha permesso di confrontarmi con nuove realtà, incontrare musicisti, ma soprattutto persone, e di condividere con loro pensieri, idee ed emozioni, facendomi sentire ogni giorno più fortunato e grato di vivere e seguire una passione, la musica che occupa una parte importantissima della mia vita.

Debora: Non ricordo con esattezza. Nonostante tutti i concorsi vinti precedentemente, però, oserei dire non prima di 14 anni: il giorno del mio compleanno ho dato da privatista l’esame del quinto anno di Pianoforte, ricevendo un bel 10. Prima di allora suonavo principalmente per rendere orgogliosi i miei genitori, ma da quando poi mi sono iscritta al Conservatorio ho capito che poteva diventare qualcosa di davvero prezioso per me personalmente.

Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e cambiare direzione?

Roxana: Più volte mi è capitato di mollare tutto, perfino la mia casa in due diversi Stati, ma il violino mai. Fa parte di me, la custodia del violino è casa mia, avvera i miei sogni, mi porta verso orizzonti lontani. Viaggiare ormai per me significa violino, spazzolino, vestito da concerto e si parte!

Giacomo: No, non ho mai avuto momenti simili.

Debora: Non esattamente, ma proprio quest’anno ho avuto un crollo della motivazione a seguito di un paio di sconfitte importanti, che mi hanno fatto molto riflettere su cosa volessi davvero fare con il pianoforte. Non ho mai pensato di voler smettere di suonare, ma non avevo mai notato quanto mi rendesse felice suonare a fianco di altri, come maestro collaboratore o come membro di un ensemble da camera, più che da solista; da quando ho realizzato questo fatto mi sento molto più serena.

Ci raccontate come vi siete conosciuti con gli altri musicisti del quartetto? Cosa ti piace del modo di suonare degli altri e come mai avete scelto di lavorare insieme?

Roxana: La mia fortuna di lavorare insieme a Debora e Giacomo la devo al Maestro Russo che ci ha uniti per le sue lezioni di Musica da camera. Ho imparato tantissimo suonando con loro, sono straordinari! Debora è la nostra forza, il motore del gruppo! Ha il dono della pazienza e della gentilezza, e cerca sempre l’estrema cura del dettaglio. Giacomo è una stella, si mette sul palco e viene fuori musica, brilla. È un piacere suonare con loro!

Giacomo: Io, Roxana e Debora ci siamo incontrati nella classe del M° Russo nel corso di Musica Da Camera al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze: ci troviamo molto bene insieme, abbiamo idee e pensieri comuni… È un grandissimo piacere suonare con loro!

Debora: Due anni fa fummo assegnati a frequentare il corso di Musica da camera insieme, presso il Conservatorio di Firenze, nella classe del M° Russo. Sebbene fosse iniziata come un’esperienza obbligatoria, mi resi conto che avevo accanto due musicisti davvero bravi, e soprattutto due persone meravigliose. Persone le cui idee musicali a volte hanno cozzato con le mie, ma con cui ho potuto discutere i più intimi dettagli dei nostri pezzi; persone che ho visto crescere musicalmente, e che hanno visto crescere me. L’anno successivo eravamo di nuovo insieme, in quintetto con altri due bravissimi musicisti, e anche questa prova non ha fatto altro che renderci ancora più uniti, al punto di voler a ogni costo riprendere il trio: dopo mesi e mesi di stallo, ci accorgemmo tutti e tre che il nostro pezzo dell’origine, il trio “Dumky” di Dvořák, era diventato ancora più bello: eravamo maturati, ognuno personalmente, ma anche e soprattutto insieme, come gruppo, e come amici.

Qual è il momento più emozionante che ricordi della tua carriera musicale?

Roxana: Sono tanti i momenti, e poi io mi emoziono facilmente…

Giacomo: Il momento più emozionante è stato quando per la prima volta ho suonato insieme ad altre persone: suonare insieme e condividere emozioni ed esperienze è la cosa più bella che esista.

Debora: Eseguire il Concerto op.23 di Čajkovskij con l’Orchestra del Conservatorio di Firenze. Un anno prima avevo accennato alla mia insegnante di pianoforte, prof.ssa Carunchio, di volerlo studiare per il Diploma, e lei mi guardava le manine e diceva: “Perché no, proviamoci.” Da mesi lo studiavo con passione e grinta, innamorata. Poi l’audizione, a cui proprio lei mi accompagnava al secondo pianoforte, e pochi giorni dopo la stupenda notizia della mia selezione. Le prove, gli incontri con il Direttore d’orchestra, M° Ciardi, l’emozione di sentire tutti quei timbri accanto a me. Ero piccola in confronto all’orchestra, ma felice.

Hai altre passioni oltre a suonare il tuo strumento (sport/lettura/viaggi/hobby vari/ecc.)?

Roxana: Il mio sogno è fare il giro del mondo in solitaria in barca a vela, fermandomi da porto in porto intorno al mondo e suonare per la gente che trovo lì, gente dei porti, persone che vivono all’ancora o appena ormeggiate. È bello vederle felici e sorprese per la musica in mezzo al mare. Come tutti i sognatori veri, ho iniziato ad organizzarmi nella realtà, e dopo aver preso la patente nautica senza limiti ho iniziato con il lavoro in mare per fare esperienza e diventare anche una brava velista. Quest’estate sono stata due mesi in mare su quattro barche diverse, durante i quali ho visto ogni alba e tramonto del sole, il cielo così pieno di stelle come non l’avevo mai visto sulla terra ferma, i delfini, una grande tartaruga acquatica e tanti, tanti pesci. Ho suonato in porti lontani, ho sentito storie fantastiche di terre per me sconosciute, e ho incontrato gente meravigliosa.

Giacomo: Sì, ho una passione per la pesca sportiva, un’attività che mi rilassa particolarmente.

Debora: Amo molto disegnare e giocare ai videogiochi di genere giallo, fantasy, fantascienza e life simulation. Sono inoltre una grande appassionata di fumetti, ho letto molti manga e mi sono avvicinata da poco al mercato italiano, che ultimamente sta facendo nascere davvero dei grandi artisti.

Ascolti altri tipi di musica oltre a quella che suoni? Se sì, quali?

Roxana: Colonne sonore belle dei film visti o no, basta che mi piacciano i brani.

Giacomo: Sono un appassionato di Bach e della musica jazz che amo suonare al pianoforte, il mio primo strumento.

Debora: Generalmente cerco di non avere pregiudizi riguardo altri generi musicali, e solo dopo averne avuto esperienze decido se merita o meno. La mia filosofia è che se il pezzo ha un’armonia trascinante, e soprattutto non monotona, su cui posso riflettere e farmi domande e, nel caso lo abbia, che il testo sia interessante, allora è un bel pezzo e lo ascolto. Così riesco a trovare qualcosa di buono in più o meno tutti i generi.

C’è un disco – di qualsiasi genere – che consiglieresti a tutti di ascoltare?

Roxana: Non oso, la musica è così vasta e i gusti tanti.

Giacomo: Io consiglierei a tutti, almeno una volta nella vita, di ascoltare l’ultima registrazione di Glenn Gould delle Variazioni Goldberg di J.S.Bach, dove la grandissima interpretazione del pianista fa emergere un sublime messaggio di libertà e universalità, tipico – a mio avviso – della musica di Bach: l’aria iniziale e le successive variazioni suscitano come una profonda reminescenza del seme, dello spirito da cui ha origine la molteplicità dinamica del reale; Bach sembra volerci ricordare che ogni variazione, così come la realtà, anche se diversa l’una dall’altra, contiene in sé l’elemento originario che, sebbene attraverso un’estrema dualità, lo unisce al tutto.

Debora: Non un disco, ma vorrei che fossero rivalutate le colonne sonore di alcuni film e videogiochi, che meritano molto di più della maggior parte dei brani che ci sono in giro, e il genere del musical, che personalmente adoro.

Qual è il libro che leggerai quest’estate?

Roxana: La Bibbia, fa sempre bene.

Giacomo: Quest’estate ho letto La vita mistero prezioso Di Daisaku Ikea  un saggio di riflessione di cui consiglio la lettura.

Debora: Molti, molti fumetti. E molti, molti nuovi pezzi da accompagnare al pianoforte.

Quali sono i tuoi programmi per l’estate 2017?

Roxana: Sono stata in barca a suonare , a vivere il mare (non solo calmo!), e siccome c’è ancora un po’ di estate il mio programma è suonare, però stavolta sulla terra ferma.

Giacomo: Attualmente mi sto preparando per la laurea; mi aspetta quindi un intenso periodo di studio.

Debora: Affinare le mie competenze cameristiche e di accompagnamento, lavorare come maestro collaboratore, studiare, giocare ai videogiochi. La mia vacanza preferita è stare in casa a fare quello che amo, quindi niente più di questo.