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§ Intervista | Daniele Dalpiaz

§ Intervista | Daniele Dalpiaz

Gli appuntamenti in streaming di sabato 13 e sabato 20 febbraio 2021 vedranno protagonista l’Orchestra Vincenzo Galilei della Scuola di Musica di Fiesole diretta da Edoardo Rosadini. In programma Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, che verranno trasmesse in due parti: La primavera e L’estate nel primo concerto, L’autunno e L’inverno nel secondo.
I quattro Concerti vivaldiani vedranno impegnati nel ruolo solistico un violinista sempre diverso dell’orchestra.

Vi proponiamo l’intervista a Daniele Dalpiaz violino solista de L’Estate.

Ci parli della tua formazione musicale?
Ho iniziato a studiare violino a sei anni alla Scuola di Musica di Fiesole con Èva Szabó. Oltre a proseguire tuttora gli studi con lei, frequento anche, da qualche anno, masterclass con Pavel Vernikov e Svetlana Makarova.

Quali sono le principali differenze che trovi fra suonare in solo, fare musica da camera (in quartetto o con pianoforte), e suonare come solista con orchestra?
Tutte queste formazioni hanno un repertorio meraviglioso, anche se diverso. Quella per violino solo è una musica piuttosto impegnativa, che a molti può non piacere. La musica da camera è un altro mondo, con altre sonorità, altri timbri, altri temi. Il repertorio orchestrale è ancora diverso, e bellissimo. Insomma, è difficile confrontare questi mondi musicali. Amo molto suonare in solo ma, in generale, non riesco a dare una mia preferenza, vista tutta questa diversità e bellezza.

Come è stato suonare da solista ne Le quattro stagioni? Come hai vissuto questa esperienza, l’interazione con il direttore e con l’orchestra?
Avevo già suonato come solista ne Le quattro stagioni in più occasioni, per esempio lo scorso settembre alla Manifattura Tabacchi di Firenze. È sempre una bellissima esperienza, sempre nuova: il bello delle esecuzioni è che non sai mai cosa può succedere, non sono mai una uguale all’altra.

Durante il lockdown e la chiusura dei teatri hai partecipato ad altri concerti come questo? In generale, cosa ne pensi di queste iniziative?
Dato per assodato che non vedo l’ora di ricominciare a fare concerti dal vivo, davanti a un pubblico, penso che gli eventi in streaming possano essere, in futuro, integrati nell’offerta concertistica. Per esempio, se volessi sentire un concerto a New York ma non potessi viaggiare, avrei comunque la possibilità di vederlo online. Non sarebbe la stessa cosa, ma sarebbe comunque un compromesso accettabile.