Intervista a Denis Matsuev

Intervista a Denis Matsuev

Nel suo recital in programma il 10 febbraio 2018 nella stagione degli Amici della Musica di Firenze, presenterà lavori di Ludwig van Beethoven, (le Sonate op. 31 n. 2 e op. 110) e di Pëtr Il’ič Čajkovskij (Meditation op. 72 n. 5, e la Sonata in sol maggiore op. 37). Potrebbe spiegarci cosa la affascina di questi due compositori?

Se dovessi fare una classifica dei compositori classici, questi due sarebbe senz’altro fra i primi cinque. Mi affascinano per il loro modo unico di usare la melodia, per la profondità e la peculiarità del loro linguaggio musicale. Credo che entrambi siano autori romantici. Sebbene Beethoven sia un compositore appartenente all’epoca classica, la sua Sonata op. 31 n.2, che eseguirò, è musica puramente romantica. Čajkovskij è un grande compositore romantico, sottile, malinconico, contemplativo. I due vivono in periodi storici diversi, ma hanno una nota romantica in comune.

Una parte importante della sua carriera è dedicata all’attività di direzione artistica di molti festival, come lo “Stars on Baikal” (Irkutsk, Siberia), il festival musicale “Crescendo” (Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Tel Aviv, Kaliningrad, Parigi e New York), l’Annecy Music Festival (Annecy, Francia) e altri. Quali sono le ragioni per cui ha scelto specifici artisti o progetti nei festival che ha diretto?

In primo luogo, è importante per me l’attaccamento emotivo a un luogo, a un gruppo di lavoro e al pubblico. Come a Irkutsk o ad Annecy. Irkutsk è la mia città natale, rappresenta la memoria dell’infanzia, la natura siberiana, il lago Baikal. Il festival di Annecy è un posto bellissimo, con un progetto di lavoro e ospiti speciali che vengono al festival. Per me è di vitale importanza sentire l’energia del luogo in cui organizzo un festival. Il risultato dipende interamente da questo. Puoi avere budget e possibilità illimitate, ma se non c’è amore per le persone e per il luogo dove organizzi il tuo festival, niente funzionerà correttamente.

Il festival Crescendo ha un formato leggermente diverso. L’idea principale era quella di unire artisti famosi della musica classica, come Temirkanov, Bashmet, Spivakov, Pletnev, Gergiev, e nuove generazioni di musicisti russi. Ho invitato i nostri giovani musicisti, che sono molto famosi all’estero, ma non in Russia, e ho dato loro il nostro pubblico russo perché li conoscesse. Questo festival non ha una sede definita. Il primo festival ha avuto luogo a Pskov, poi a Mosca, a San Pietroburgo, a Sochi, ecc. Ora è anche Tel Aviv, Parigi, New York, Roma.

Diverse generazioni di giovani musicisti sono diventati famosi in Russia grazie alla fondazione “Nuovi nomi” e al festival Crescendo.

Nel 2016 sei stato annunciato come ambasciatore della FIFA World Cup che si svolgerà in Russia nel 2018: come hai reagito dopo aver ottenuto un riconoscimento così importante dalla tua nazione?

Il calcio occupa una grande parte della mia vita, è la mia passione. Per quanto mi riguarda, la mia carriera calcistica non è ancora finita. Gioco ancora a calcio con i miei amici, quando ho un po’ di tempo libero. Fin da bambino sono un fan sfegatato dello FC Spartak-Mosca. Seguo le news calcistiche. È un grande onore, quindi, che il mio paese ospiterà la Coppa del Mondo e che sarò ambasciatore della Russia per la FIFA World Cup del 2018. Prendo parte attiva a diverse attività legate alla Confederation Cup e alla Coppa del Mondo, e vorrei organizzare numerosi concerti ed eventi culturali durante i Mondiali. L’evento più importante per me si terrà il 13 giugno nella Piazza Rossa di Mosca. Questo concerto, infatti, aprirà la Coppa del Mondo FIFA 2018. A proposito di questo evento, ricordo bene il concerto di chiusura della Coppa del Mondo in Italia molti anni fa, quando tre tenori, Domingo, Pavarotti e Carreras, e Zubin Mehta come direttore, si sono esibiti in un nuovo formato per la musica classica, “open-air”. Ha avuto un forte significato simbolico: l’unione di musica e sport. Ricordo ancora la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali a Sochi, dove ho eseguito il concerto per pianoforte di Rachmaninoff per un pubblico di svariati milioni di persone in tutto il mondo. E mi piacerebbe iniziare questa Coppa del Mondo con la musica classica, con famosi musicisti e giovani talenti che parteciperanno a questo concerto sulla Piazza Rossa; adesso non dirò i loro nomi per non rovinarvi la sorpresa. Ci saranno trasmissioni dal vivo e lo vedrete da soli, quindi non perdetevelo!

Può anticiparci qualcosa dei suoi progetti futuri?

In questo momento la mia agenda è piena fino al 2022. L’anno scorso ho fatto 265 concerti. E questo è ciò che io chiamo felicità. I concerti mi danno energia, ispirazione e mi tengono in forma. Durante ogni concerto emetto molta energia e perdo 3 chili di peso, ma se il concerto è grandioso, il pubblico mi dà un’enorme quantità di energia in cambio. E non posso vivere senza questa cosa.