Il programma che eseguirà nel suo recital di debutto per la nostra stagione include brani di Chopin alternati ad altri di George Crumb e Thomas Adès.
Il programma nasce dal desiderio di mettere in dialogo mondi apparentemente lontani ma, sotto certi aspetti, profondamente affini. Chopin è spesso percepito come il compositore del lirismo e dell’intimità, ma nella sua musica c’è anche una forte componente visionaria e sperimentale. I brani di Adès e Crumb sono direttamente collegati e ispirati all’opera chopiniana: la loro alternanza non vuole necessariamente creare contrasto ma continuità, facendo emergere come idee musicali in epoche diverse possano parlarsi in modo naturale.
Il pubblico degli Amici della Musica di Firenze l’ha già conosciuta a Fortissimissimo, festival in cui è stato ospite due anni consecutivi.
Fortissimissimo è stato per me un contesto molto stimolante, sia artisticamente che umanamente. Ricordo con affetto un pubblico curioso, estremamente attento e aperto all’ascolto. Queste sono qualità non scontate, in particolare per le classi dei licei che erano presenti e che ricordo molto coinvolte anche nel dialogo precedente al concerto. Firenze, poi, ha un’energia culturale particolare, che si riflette forse anche nel modo in cui la musica viene accolta e vissuta.
Qual è stato il momento più emozionante che ha vissuto nella sua carriera artistica fino a ora e perché?
È difficile individuarne uno solo, ma direi che i momenti più intensi sono quelli in cui si percepisce una connessione profonda con il pubblico. Più che un evento specifico, penso a quella sensazione rara in cui tutto sembra allinearsi: lo strumento, lo spazio, l’ascolto, e la musica riesce davvero a parlare da sola. Sono istanti che danno senso a tutto il lavoro che c’è dietro.
Ha studiato e vissuto tra Italia, Stati Uniti e altre capitali musicali.
Vivere in contesti diversi mi ha permesso di confrontarmi con approcci, sensibilità e modi di pensare molto differenti. Ogni luogo lascia qualcosa, sia dal punto di vista artistico che umano, e tutto contribuisce in modo naturale alla crescita e alla maturazione del proprio percorso.

