Il suo concerto è un omaggio alla pianista Maria Tipo.
Maria Tipo è stata, letteralmente, colei che mi ha reso un pianista professionista e profondamente appassionato dell’insegnamento musicale. Sono stato suo allievo a Ginevra e l’influenza che ha esercitato su di me è stata decisiva, non solo dal punto di vista musicale, ma anche umano e artistico.
Ricordo molto bene l’esame di ammissione: oltre al repertorio tradizionale, eseguii un brano di Villa-Lobos. La reazione di Maria Tipo fu immediata e rivelatrice della sua apertura verso altre culture e altri linguaggi, un atteggiamento tutt’altro che scontato in quel contesto.
Ciò che ho sempre ammirato in lei è stata la rara combinazione di rigore assoluto e libertà intellettuale. Maria Tipo concepiva il pianoforte come uno strumento di pensiero e di poesia. Renderle omaggio in concerto è per me un gesto di profonda gratitudine e di fedeltà a questi valori.
Eseguirà opere di Debussy e Villa-Lobos.
Debussy e Villa-Lobos appartengono a mondi culturali diversi, ma sono profondamente legati da un medesimo atteggiamento estetico: la ricerca di libertà rispetto alle tradizioni accademiche rigide del loro tempo. Entrambi hanno ampliato il vocabolario armonico e timbrico della musica dell’inizio del XX secolo, esplorando il colore, l’atmosfera e una relazione sensoriale con il suono.
Villa-Lobos ricevette una forte influenza dalla Francia in questo periodo, come accadde alla maggior parte dei compositori della sua generazione. La sua musica è ricca di riferimenti a Debussy e Ravel, soprattutto nel trattamento del timbro, dell’armonia e della forma libera. Non a caso, fu proprio dalla Francia che la sua carriera internazionale ricevette un impulso decisivo.
Ciò che unisce questi due compositori è la capacità di assimilare le influenze senza mai perdere la propria identità: Debussy reinventando il linguaggio francese, Villa-Lobos costruendo una voce profondamente brasiliana, ma in dialogo diretto con la modernità europea.
Una parte molto importante della sua carriera è dedicata ad attività educative e sociali, come il progetto NEOJIBA (Núcleos Estaduais de Orquestras Juvenis e Infantis da Bahia).
NEOJIBA è un programma pubblico di formazione musicale creato nello stato della Bahia, in Brasile, fondato sulla convinzione che la pratica musicale collettiva di alto livello possa essere un potente strumento di trasformazione sociale. Il progetto offre un insegnamento musicale gratuito a bambini e giovani, principalmente attraverso l’attività orchestrale e corale, unendo eccellenza artistica e sviluppo umano.
Questa visione dialoga direttamente con istituzioni come la Scuola di Musica di Fiesole, con la quale esiste un rapporto molto stretto. Ogni volta che mi è possibile, svolgo attività pedagogiche a Fiesole, una scuola che, come il NEOJIBA, crede profondamente nella musica come fattore di trasformazione sociale e di costruzione di comunità.
Per me, queste esperienze educative non sono parallele alla carriera artistica, ma ne costituiscono il cuore. Danno senso al palcoscenico, all’interpretazione e alla trasmissione del sapere, creando una continuità naturale tra musica, pedagogia e responsabilità sociale.

