Nel suo concerto, che chiuderà la nostra stagione 2025/2026, presenterà un programma che mette in dialogo brani di Mozart e Beethoven con altri di Pärt e Kancheli. Come ha dato forma a questo progetto?
Sono sempre stato (e sono tuttora) interessato a mettere a confronto la musica del passato con quella di oggi e a costruire ponti tra di esse. Credo che farle “parlare” tra loro arricchisca non solo i musicisti, ma anche gli amanti della musica.
Dopotutto, la musica classica — se paragonata alle piramidi d’Egitto — è a noi molto vicina nel tempo.
Insieme a lei sul palco ci saranno due musicisti straordinari: la violoncellista Giedrė Dirvanauskaitė e il pianista Georgijs Osokins. Cosa la affascina di questi artisti?
Entrambi i miei meravigliosi colleghi non sono solo grandi musicisti e interpreti, ma anche cari amici. È un’esperienza preziosa parlare la stessa lingua attraverso i suoni.
Negli ultimi decenni si è esibito molte volte per gli Amici della Musica di Firenze, a volte con la Kremerata Baltica, altre volte con musicisti eccezionali come Martha Argerich, Kim Kashkashian, Yo-Yo Ma e Krystian Zimerman, tra gli altri. Che ricordi ha dei suoi concerti a Firenze?
È sempre una sensazione bellissima non solo trovarsi in una delle città più meravigliose del mondo, ma anche essere circondati dagli “Amici della Musica” e dagli amanti della musica di tutte le altre città. Ci si sente compresi e apprezzati! Molti dei concerti passati restano nella mia memoria. Speriamo quindi che il prossimo sia un altro di quelli indimenticabili, non solo per noi, ma anche per il pubblico.
Foto © Giedrė Dirvanauskaitė

