Il programma che eseguirà nel suo recital è molto vario. Come lo ha impaginato?
In questo recital suonerò brani che Beethoven, Berg e Brahms composero quando erano ancora giovani. Sappiamo bene quanto grandi sarebbero diventati in seguito, ma anche in queste opere giovanili si percepisce già l’energia intensa che ha plasmato la loro musica futura.
Nell’op. 2 n. 1 di Beethoven è già presente il celebre tema del “destino”. Il pezzo di Berg fu scritto quando aveva appena iniziato a studiare con Schönberg, e si possono ascoltare le sue prime, ma già splendide, idee armoniche. E nel brano di Brahms c’è un motivo che sembra ispirato alla Hammerklavier di Beethoven, ma che porta anche il marchio del suo stile rapsodico. Sono brani pieni di personalità ed è molto stimolante eseguirli.
C’è un musicista (o più di uno) che ha incontrato durante la sua formazione e che l’ha particolarmente influenzata dal punto di vista musicale e interpretativo?
Senza dubbio, i due insegnanti che mi hanno influenzato più profondamente sono Minoru Nojima, con cui ho studiato in Giappone, e Kirill Gerstein, con cui sto studiando ora a Berlino. I loro insegnamenti hanno formato la mia identità musicale di oggi.
Anche Berlino è un luogo incredibilmente stimolante per la musica. Non solo ci sono orchestre meravigliose, ma si possono ascoltare moltissime produzioni liriche ogni giorno, cosa impossibile in Giappone. Ascoltare così tanta musica dal vivo quasi quotidianamente fa nascere in modo naturale molte nuove idee e interpretazioni.
C’è un compositore che sente ancora “lontano”, ma che le piacerebbe avvicinare in futuro?
Negli ultimi anni mi sono concentrato soprattutto sullo studio della musica tedesca. In futuro, vorrei dedicare più attenzione al repertorio francese: non solo Debussy e Ravel, ma anche Fauré, Saint-Saëns, Berlioz, Couperin, e inoltre Poulenc e Séverac. Sento una forte curiosità per il loro suono unico.
Come obiettivo a lungo termine nella mia vita di pianista, sogno di eseguire le Variazioni Goldberg e L’Arte della fuga di Bach. So che per me è ancora troppo presto, ma spero un giorno di essere pronto per affrontare questi capolavori.
Foto © Dovile Sermokas

