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SOSPENSIONE ATTIVITÀ CONCERTISTICA

Si avvisa il nostro gentile pubblico che, in ottemperanza ai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, anche gli Amici della Musica di Firenze devono sospendere l’attività concertistica. La decisione rientra tra le misure volte a limitare le occasioni di possibile contagio a tutela della salute pubblica.

Sono dunque annullati i seguenti concerti:

Sabato 7 marzo Jin Ju
Domenica 8 marzo Benedetto Lupo e Delian Quartett
Sabato 14 marzo Nikolai Lugansky
Domenica 15 marzo Montrose Trio
Lunedì 16 marzo Pierre-Laurent Aimard
Sabato 21 marzo Angela Hewitt
Domenica 22 marzo Kolja Blacher – Jennifer Stumm – Jens Peter Maintz
Sabato 28 marzo Hagen Quartett
Domenica 29 marzo Lorenza Borrani – Gabriele Carcano
Sabato 4 aprile Angela Hewitt
Domenica 5 aprile Viktoria Mullova – Misha Mullov-Abbado
Lunedì 6 aprile incontro-concerto con Viktoria Mullova – Misha Mullov-Abbado

Comunicheremo a breve le modalità di rimborso di biglietti e abbonamenti sul nostro sito e tramite i nostri canali.

Vi ringraziamo per la comprensione e il supporto,
Amici della Musica di Firenze

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1920-2020 | Cent’anni di grande musica da camera

Il 16 marzo 1920 nasce sulle rive dell’Arno una delle più antiche e prestigiose realtà concertistiche in Italia: gli Amici della Musica di Firenze.

A capo dell’iniziativa, che coinvolge un gruppo di cittadini appassionati di musica, c’è Alberto Passigli, storico fondatore e primo presidente degli Amici per molti decenni. L’associazione fin da da subito assume un ruolo di primo piano nello sviluppo della cultura musicale non solo fiorentina ma nazionale, attraverso programmazioni di ampio respiro che riservano attenzione alle avanguardie storiche e che sviluppano legami duraturi con i maggiori compositori del Novecento e con i protagonisti del concertismo internazionale (fra i compositori ospiti delle prime stagioni ricordiamo Mario Castelnuovo Tedesco, Béla Bartók, Paul Hindemith, Arnold Schoenberg, Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella e tra i grandi interpreti il Quartetto Busch, Wilhelm Backaus, Arturo Toscanini, Alfred Cortot, Gaspar Cassadò, Rudolf Serkin, Vladimir Horowitz, per citarne solo alcuni).

Ma gli Amici della Musica oltre a farsi promotori di appuntamenti concertistici di altissima qualità collaborano anche fattivamente con il Maestro Vittorio Gui alla creazione dell’Orchestra Stabile Fiorentina nel 1928 (l’attuale Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino) e partecipano alla nascita del Maggio Musicale nel 1933.

Le prime stagioni concertistiche sono ospitate nella Sala Bianca di Palazzo Pitti ad eccezione dei concerti orchestrali, tenuti nell’ex Politeama Fiorentino, poi Teatro Comunale.

Dal 1933 gli Amici della Musica perdono la loro autonomia gestionale perché inglobati come ‘Sezione concerti da camera’ all’interno della programmazione dell’Ente Autonomo del Politeama Fiorentino.

Dal 1939 vi è un decennio di silenzio dovuto alla difficile situazione politica e al conseguente conflitto bellico anche perché gli Amici sono considerati dal regime un covo di antifascisti.Per sfuggire alle leggi razziali Alberto Passigli è costretto a lasciare l’associazione e Firenze. Quasi dieci anni dopo, nel 1948, con l’aiuto del figlio Franco, può riprendere in mano le redini dell’attività.

Gli Amici della Musica rinascono per un breve periodo (dal 1948 al 1949) come Accademia Musicale di Palazzo Strozzi, luogo che ospita i concerti della rianimata associazione.

Ma nel 1949 gli Amici trovano la loro sede ideale nel celebre e centralissimo Teatro della Pergola, che ospita da quel momento la stagione dell’associazione fiorentina, salvo rare eccezioni. Tutto il resto è storia.

Gli Amici della Musica di Firenze, oggi capitanati dal presidente Stefano Passigli e dal direttore artistico Domitilla Baldeschi, continuano a organizzare appuntamenti concertistici di rilievo internazionale con i maggiori interpreti della cameristica. Le numerose manifestazioni (una sessantina circa ogni anno) si svolgono a cadenza settimanale (il sabato pomeriggio, la domenica sera e spesso anche il lunedì sera), da ottobre ad aprile. Come da tradizione, i programmi presentano una variegata gamma di proposte, dal grande repertorio della cameristica alle espressioni musicali contemporanee (spesso con prime esecuzioni assolute), dalla musica antica alla musica di tradizione popolare. E tra i fiori all’occhiello spiccano i cicli L’arte del canto, Il mondo del quartetto, Solopiano e Odissea Bach, che caratterizzano le scelte artistiche dell’associazione e che si avvalgono della presenza di eccelsi artisti di fama mondiale.

Da tempo gli Amici hanno ampliato il loro ventaglio di proposte organizzando anche masterclass che attraggono studenti da ogni parte del mondo e rivolgendo un’attenzione particolare alla formazione del nuovo pubblico grazie a due apprezzate e recenti iniziative. ‘Gli interpreti raccontano la musica’ è un progetto di divulgazione musicale pensato per avvicinare gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado all’ascolto consapevole della musica da camera. Oltre all’incontro in teatro con alcuni artisti della stagione, che raccontano agli studenti aspetti e curiosità dei brani in programma, il progetto include anche lezioni preparatorie nelle scuole e materiali di approfondimento a stampa realizzati appositamente per un pubblico di giovanissimi.

Fortissimissimo, invece, è un festival dedicato ai giovani talenti italiani e firmato dal Maestro Andrea Lucchesini. Fortissimissimo offre la possibilità agli artisti emergenti di esibirsi in una stagione importante come quella degli Amici della Musica e si avvale anche della collaborazione attiva di studenti dei licei fiorentini chiamati a formare una giuria popolare che ogni sera vota artisti e programmi.

 

L’Atto di Fondazione degli Amici della Musica di Firenze (16 marzo 1920).

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Jin Ju sostituisce Alexander Malofeev

Si avvisa il gentile pubblico che Alexander Malofeev è costretto ad annullare l’intera tournée italiana
Il concerto previsto sabato 7 marzo, ore 16 al Teatro della Pergola sarà sostituito dal recital della pianista Jin Ju, alla quale siamo profondamente grati per aver accettato con gioia il nostro invito, nonostante il poco preavviso.
Jin Ju proporrà il programma con cui si è esibita il 13 febbraio scorso alla Cappella Paolina del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese Li Junhua.

PEIXUN: Autumn Moon over the Calm Lake
XIANGPING: Drum tower of Dong people
CHOPIN: Due Notturni op. 55: n°1 in fa minore; n°2 in mi bemolle maggiore
CHOPIN: Barcarola op. 60 in fa diesis maggiore
CHOPIN: Polonaise-Fantaisie op. 61 in la bemolle maggiore
SCARLATTI: Sonata in fa minore K 466
SCARLATTI: Sonata in do maggiore K 159
BEETHOVEN: Sonata n°23 in fa minore op. 57, “Appassionata”

Il nuovo concerto rimarrà valido per chi ha acquistato i biglietti e per gli abbonati ai turni A, B, Bpiù, P

Chi ha acquistato i biglietti e non volesse assistere al nuovo concerto programmato, dovrà chiedere il rimborso a partire da mercoledì 4 marzo 2020 ed entro e non oltre sabato 4 aprile 2020 con le seguenti modalità:
– coloro che hanno acquistato i biglietti online su www.ticketone.it riceveranno il riaccredito sul conto utilizzato per l’acquisto, nelle tempistiche consentite dal proprio circuito bancario;
– coloro che hanno acquistato alla biglietteria del Teatro della Pergola potranno richiedere il rimborso presso la biglietteria del Teatro della Pergola in orario di prevendita (dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30, domenica e festivi chiuso);
– coloro che hanno acquistato i biglietti nei punti vendita Boxoffice dovranno richiedere il rimborso presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto.

[Photo © Alberto Mantegna] Read More

L’ensemble TAKT TIME sostituisce Simon Höfele

Si comunica al gentile pubblico che il trombettista Simon Höfele, per motivi personali, non sarà presente al concerto di stasera. Simone Rubino si esibirà con TAKT TIME, ensemble di percussionisti fondato da Edoardo Giachino, professore dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia.

Per dettagli sul programma del concerto di lunedì marzo, cliccare qui.

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In dialogo con il Delian Quartett

Il Delian Quartett è attivo dal 2007. Nel corso del tempo, alcuni membri del gruppo sono cambiati: potreste dirci come si è sviluppata la relazione tra tutti voi nel corso degli anni?

Andreas Moscho: L’impegno, in termini di tempo ed energie, che il lavoro di un quartetto d’archi professionale richiede è davvero molto e influenza, ovviamente, anche il lato privato della vita. Ogniqualvolta un membro ha dovuto lasciare il gruppo, ci è molto dispiaciuto però lo abbiamo capito e gli abbiamo offerto la massima solidarietà e sostegno. Nel corso del tempo, però, il nostro Delian Quartett non solo è stato in grado di preservare la sua identità e la sua personalità musicale distintiva, ma anche di svilupparla ed espanderla ulteriormente. Abbiamo sempre visto il cambiamento come un’opportunità di arricchimento e ciò è stato confermato anche dalla meravigliosa risposta da parte del pubblico.

Il concerto che farete a Firenze è un omaggio a J.S. Bach, con un programma che presenta lavori di Poulenc, Honegger, Casella, Rota e dello stesso Bach. Ci raccontate come lo avete composto?

Adrian Pinzaru: Quando avevamo iniziato a progettare il programma avevamo da poco pubblicato la registrazione integrale de L’Arte della Fuga e, ovviamente, ci tenevamo a eseguirne una parte nei nostri concerti. Ci piaceva però alternare i contrappunti bachiani a opere di altri compositori con stili assolutamente contrastanti che avessero però un forte legame con il grande compositore tedesco. Ne parlammo con Benedetto Lupo e lui, dopo un lavoro di approfondimento, ci fece questa proposta che trovammo subito affascinante: affiancare alle Fughe di Bach lavori del ‘900 creati partendo dal crittogramma “BACH”. Quindi, durante il concerto, ai contrappunti bachiani verranno contrapposti opere per pianoforte solo – come in un ulteriore contrappunto – che rappresentano riflessioni e riletture dell’arte di Bach. L’utilizzo, appunto, del crittogramma ci ha spinti a intavolare questo programma che è sia un omaggio che una speculazione.

Con voi sul palco salirà il pianista Benedetto Lupo. Come vi siete conosciuti e cosa vi ha spinti a collaborare?

Adrian Pinzaru: La collaborazione del mio quartetto con Benedetto nasce all’interno dell’Accademia di Pinerolo dove sia io che Benedetto siamo docenti. Dal confronto tra noi e con Giorgio Pugliaro, direttore artistico dell’Unione Musicale di Torino, è nata questa idea di creare un’avventura artistica attorno al nome di Bach. Personalmente considero Benedetto un musicista che ha superato i confini dello strumento, un vero e proprio artista. Sento che il pianoforte per lui è uno strumento che usa per dar voce alle proprie idee musicali. Sono sempre stato molto colpito dall’energia che sprigiona quando suona.

Per dieci anni, fino alla sua morte nel 2019, avete collaborato con l’attore Bruno Ganz per diversi progetti. Volete condividere con noi qualche ricordo di questo grande artista?

Andreas Moscho: Lavorare con Bruno Ganz è una delle cose di cui siamo immensamente grati nelle nostre vite. I nostri dieci anni con lui sono volati via. Quando all’improvviso sono finiti, avevamo ancora molti progetti insieme… Suonare per Bruno Ganz un’ultima volta al suo funerale a Zurigo è stato emotivamente molto difficile. Come artista, e come persona, era ammirevole. Se ci venisse detto che il tempo passatogli accanto abbia, in qualche modo, plasmato il carattere del nostro quartetto ci sentiremmo assai onorati. Sebbene sia un grande onore per noi apparire accanto a uno dei più grandi attori del nostro tempo, i piccoli momenti personali con lui lungo la strada restano i più preziosi per noi. Questi dovrebbero rimanere nostri. Ci manca molto.

Volete raccontarci qualcosa dei vostri progetti futuri? 

Andreas Moscho e Adrian Pinzaru: L’incantevole Orient, del nostro Delian Quartett, è l’ultimo progetto di concerti e letture che abbiamo creato e ideato insieme a Bruno Ganz, esaminando circa 2.500 pagine di letteratura e trascorrendo mesi a scambiarci idee. È forse il più bel progetto di musica e lettura del nostro ensemble. Purtroppo, Bruno Ganz non ha fatto in tempo a essere sul palco insieme a noi. In suo ricordo, lo stiamo interpretando con vari grandi attori, tra cui Ulrich Noethen, Ulrich Tukur e Tobias Moretti.

L’anno scorso, il compositore Aribert Reimann ha scritto e dedicato il suo arrangiamento di Frauenliebe und leben op. 42 di Schumann al soprano Claudia Barainsky e al nostro Delian Quartett. Grazie a un lavoro di ricerca, abbiamo progettato abilmente un programma attorno a questa nuova opera, che sarà presentato in diversi luoghi il prossimo autunno.

Inoltre, insieme al compositore Stefano Pierini, abbiamo creato un ciclo di opere di Kurt Weill, dalle canzoni tedesche alla chanson noir francese, fino ai vari successi di Broadway, adattati per soprano e quartetto d’archi “allargato”, dove suoniamo anche il pianoforte e le percussioni. In questo progetto collaboriamo con la grande attrice tedesca Angela Winkler e con il soprano Measha Brueggergosman.

Non ultimo, Insight. Questo spettacolare progetto sarà reso possibile dalla collaborazione del nostro quartetto con Marc Molinos, uno dei videoartisti più in voga del momento e Professore di matematica al Politecnico di Torino. Si tratta di un evento multimediale di circa un’ora, che renderà strutturalmente visibile la musica complessa e toccante de L’Arte della Fuga di Bach.

E, ovviamente, ci saranno molte serate sofisticate di puro quartetto. Vi aspettiamo, dunque!

Per informazioni sul concerto del Delian Quartett con Benedetto Lupo dell’8 marzo 2020, cliccare qui.

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A San Valentino Regala la Grande Musica!

Se a San Valentino volete fare un regalo prezioso e inaspettato, gli Amici della Musica propongono una GIFT CARD che permette di regalare i biglietti dei concerti in programma nella stagione 2019-2020.
Il numero di biglietti da regalare lo decidi tu! 
La gift card potrà essere utilizzata entro il 5 aprile 2020 per l’acquisto di biglietti di qualsiasi concerto in abbonamento della Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Firenze.

La GIFT CARD è in vendita presso la biglietteria del Teatro della Pergola (lun-sab 9.30-18.30) e presso il punto vendita Box Office Firenze di via delle Vecchie Carceri, 1 – Le Murate (lun-ven 10.00-19.00).

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Farulli 100

Nel 2020 ricorrono i cento anni dalla nascita di Piero Farulli (1920-2012), violista per oltre trent’anni del leggendario Quartetto Italiano e ideatore, fondatore e direttore della Scuola di Musica di Fiesole. Convinto della capacità della grande musica di ispirare l’umanità a creare una società più solidale e armonica, Farulli ha sempre combattuto perché quest’arte venisse insegnata e praticata attivamente nella Scuola fin dall’infanzia. La Scuola di Fiesole, negli anni, è infatti diventata punto di riferimento internazionale non solo per l’alta formazione musicale, ma anche modello, per i musicisti, del fare musica insieme fin da piccolissimi. In occasione di questa ricorrenza, l’Associazione Piero Farulli Onlus ha creato il progetto “Farulli 100”, che coinvolge realtà molto diverse tra loro, che si occupano non solo di musica, ma anche di scienza e di formazione. Ciò che le unisce è il messaggio di Piero Farulli, ossia la volontà di affermare la valenza culturale della musica. Gli Amici della Musica di Firenze sono fieri di essere parte del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Piero Farulli, presieduto da Gianni Letta, assieme ad alcune fra le più illustri istituzioni musicali italiane (Accademia Musicale Chigiana, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Associazione le Dimore del Quartetto, Conservatorio Luigi Cherubini, Fondazione Orchestra Regionale Toscana, Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, Società del Quartetto di Milano, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e Associazione Piero Farulli Onlus) e istituzioni ed enti d’eccellenza del territorio toscano (Comune di Fiesole, Fondazione CR Firenze, LENS Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare, Scuola Normale Superiore).
Il progetto si avvale di un “Comitato d’Onore” composto da: Salvatore Accardo, Roberto Abbado, Giorgio Battistelli, Lorenza Borrani, Quartetto di Cremona, Michele dall’Ongaro, Gabriele Ferro, Daniele Gatti, Bruno Giuranna, Maureen Jones, Giacomo Manzoni, Riccardo Muti, Trio di Parma, Maurizio Pollini, Fabio Vacchi, Pavel Vernikov e Renato Zanettovich.

Fra le iniziative del progetto “Farulli 100”, segnaliamo il Primo Concorso Internazionale per Quartetti d’Archi Junior (23-25 ottobre 2020, Scuola di Musica di Fiesole), che vedrà i quartetti vincitori esibirsi in concerto il 25 ottobre 2020 al Saloncino della Pergola per la stagione 2020-2021 degli Amici della Musica di Firenze. Inoltre, dal 2 al 4 dicembre si terrà il Convegno Internazionale “Formazione 2020: musica e conoscenza” presso l’Auditorium Sinopoli della Scuola di Musica di Fiesole.
Gli appuntamenti di “Farulli 100” si svolgeranno nelle seguenti città: Acri, Aosta, Arezzo, Bari, Bogotà, Borgo San Lorenzo, Budrio, Cagliari, Cesena, Cinigiano, Cremona, Fiesole, Firenze, Foligno, Forio d’Ischia, Forlì, Formigine, Ginevra, Gorizia, Gravedona, Gravina di Puglia, Lampedusa, L’Aquila, La Spezia, Livorno, Londra, Lucca, Madrid, Mantova, Matera, Milano, Nizza, Padova, Parma, Pisa, Pistoia, Potenza, Riccione, Roma, San Polo d’Enza, San Vito al Tagliamento, Siena, Terni, Torino, Trieste, Venezia, Zurigo.
Tra le iniziative del 2020 sarà pubblicato il libro Studi su Piero di Maurizio Agamennone della casa editrice Florence University Press dell’Università di Firenze con prefazione del Magnifico Rettore.

Gli Amici della Musica di Firenze inaugurano la loro collaborazione al progetto “Farulli 100” con il concerto di domenica 26 gennaio 2020 presso il Saloncino della Pergola, che vede il Trio di Parma impegnato nei primi due Trii con pianoforte di Robert Schumann. Il concerto è dedicato dal Trio di Parma al Maestro Farulli.

Maggiori informazioni sul progetto “Farulli 100” sul sito farulli100.com.

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Quartetto Prometeo | Intervista a Francesco Dillon

Per la stagione 2019-2020 presenterete due programmi – uno per quartetto solo, laltro con pianoforte – che accostano lavori di compositori con diversi caratteri e provenienza. Come li avete impaginati?

Il primo dei programmi è pensato per varietà e contrasto, e il secondo in assoluta coerenza stilistica e storica. Entrambe sono logiche assolutamente valide quando si prepara un menù” che si spera ben riuscito, quale è quello rappresentato da un programma da concerto.

Nel primo caso abbiamo voluto compensare lo spessore straordinario, metafisico, dellop. 131 di Beethoven, con una prima parte più “lineare” e narrativa”.

Allevocativo capolavoro del giovane Čajkovskij, diviso fra esuberanza russa e reminiscenze quasi neoclassiche (nello specifico mozartiane), abbiamo accostato un breve ma intensissimo quartetto in un singolo movimento di Giorgio Federico Ghedini.

Un altro lato che ci sta a cuore nella compilazione di un programma è laccostamento di capolavori acclarati e riconosciuti con pagine più rare e poco eseguite ma che riteniamo di straordinario interesse musicale. È questo il caso del suggestivo brano di Ghedini ed è sicuramente il caso dello stupendo Quintetto op. 1 di Dohnányi – autore ispiratissimo che, nel rifarsi più o meno esplicitamente a grandi maestri del romanticismo quali Schumann e Mendelssohn, travolge lascoltatore con un brano di straordinaria intensità espressiva.

Lallora già maturo – e severissimo critico di molta musica a lui contemporanea – Brahms, accolse il quintetto del giovane ungherese con parole generosissime, dichiarandogli, pur scherzosamente, la sua invidia per una composizione tanto riuscita… Ecco spiegato il quasi inevitabile” accostamento con il capolavoro brahmsiano.

Nella seconda serata sarà con voi il pianista Enrico Pace, raffinato interprete e frequente ospite della nostra stagione. Come è nata la vostra collaborazione e quali sono le sue caratteristiche che trovate più affini al vostro mondo sonoro?

Quella con Enrico Pace è una amicizia” musicale (e non solo!) che risale davvero a molti anni fa. Sin dal primo concerto (o meglio dalla prima prova…!) è stato chiaro che avevamo incontrato uno spirito profondamente affine e, al tempo stesso, un musicista di grande ispirazione.

La grande intensità unita al rigore, la lucidità interpretativa e, non ultima – e che consideriamo un elemento davvero necessario – la personalità fortissima, ma sempre al servizio del compositore e del brano, sono le qualità che lo caratterizzano.

Il vostro impegno nello studio e nella diffusione del repertorio contemporaneo vi ha portati a ricevere il prestigioso Leone dArgento alla Biennale di Venezia nel 2012. Fra i vari progetti, siete quartetto in residenza delle masterclass di Salvatore Sciarrino presso lAccademia Chigiana di Siena. Cosa vi porta a scegliere i compositori con cui collaborare? 

Il desiderio è quello di incontrare musica che ci sfidi non solo come virtuosi, musica che ponga delle forti domande interpretative. I grandi pezzi, indifferentemente di oggi o del passato, sono pezzi sui quali si ritorna, anche a distanza di anni, e non si cessa di scoprire. Ad un nuovo brano chiediamo sempre questo tipo di ispirazione.

Avete progetti futuri che volete raccontare?

Abbiamo molti progetti e molta voglia di continuare a esplorare il repertorio tra i capolavori riconosciuti e quelli dimenticati per quartetto darchi. Nonostante la carriera già lunga, abbiamo delle lacune che speriamo di colmare nelle prossime stagioni!

Una di queste è rappresentata da Bartók, i cui sei meravigliosi quartetti speriamo di programmare nelle prossime stagioni. Vogliamo continuare a investigare i poco eseguiti Quartetti di Čajkovskij. Tra le varie collaborazioni future ce ne sono due che ci stanno a cuore con artisti che stimiamo molto: Clemens Hagen con il Quintetto di Schubert e Mariangela Vacatello con cui affronteremo sia il grande quintetto di Franck che il visionario Unrisen del contemporaneo Marco Momi per quintetto ed elettronica.

Per maggiori informazioni sui concerti del Quartetto Prometeo, cliccare su concerto 2 febbraio e su concerto 3 febbraio.

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“Invito alla danza” | Intervista a Giuseppe Albanese

Ci racconta com’è nato il progetto “Invito alla danza”?

Si tratta della mia terza incisione per Deutsche Grammophon. È un programma di cui avevo avuto una vaga idea già qualche anno fa, quando mia figlia studiava danza, ed è nato in maniera molto naturale. Sono partito da alcuni brani che avevo già in repertorio e che avevo voglia e necessità di registrare. Da lì in poi mi sono sentito attratto dal genere della trascrizione, per cui è stato molto naturale compilare il programma come un omaggio al balletto. L’ho chiamato Invito alla danza perché il brano di apertura è il brano di Weber ma, programmaticamente, può dare il titolo a tutta la raccolta, nel senso che tutto il programma può essere considerato un mio personale invito alla danza. Mi piace dire che i pianisti sono dei ballerini nella misura in cui producono il suono tramite movimenti ben precisi, quasi facessero una coreografia. Ogni idea che l’interprete ha al pianoforte, la più trascendente e spirituale o astratta che possa essere, si deve tradurre in suono e, per essere tradotta in suono, il pianista fa effettivamente dei movimenti. Quindi, dal punto di vista didattico, a volte spiego che il pianista, come ovviamente ogni altro strumentista, è a suo modo un ballerino.
L’Invito alla danza è stato compilato partendo anche dal presupposto che tutto quello che andavo a eseguire sarebbe stato una trascrizione. Il primo brano, Invito alla danza di Weber, è l’unico concepito non per orchestra ma per pianoforte, ma nel disco e nel programma che eseguo a Firenze lo presento nella trascrizione di Carl Tausig, l’allievo di Liszt che ne ha fatto un brano che potremmo definire “in veste da concerto”. Peraltro, l’Invito alla danza di Weber presenta anche il problema della parte finale, dove in genere scatta l’applauso del pubblico prima che il brano sia finito, e allora Tausig collega con una cadenza il tutto in modo da renderlo più intelligibile secondo la logica dello spettacolo. Molto interessante è il fatto che si tratta di musica a programma, e proprio Weber, di suo pugno, spiega il significato del brano nell’introduzione, ovvero nell’invito da parte del ballerino nei confronti della ballerina, che prima declina, poi accetta, poi conversano, si presentano, si dispongono, e poi parte la danza. Quando si chiude la danza, questo grande valzer – peraltro, storicamente, il primo valzer di vaste dimensioni – il ballerino riporta a sedere la dama.
Il programma è dedicato non solo alla danza ma anche, in maniera specifica, al balletto. Le Suite dello Schiaccianoci di Čajkovskij e dell’Uccello di fuoco di Stravinskij sono a tutti gli effetti balletti, La Valse non è un balletto ma un poema coreografico scritto da Ravel per la compagnia dei balletti russi di Diaghilev – comunque un brano pensato per essere coreografato – mentre Coppélia è a tutti gli effetti un balletto. Abbiamo quindi tre balletti accertati e un poema coreografico che rientra pienamente nella letteratura ballettistica. Inoltre, abbiamo l’Invito alla danza, il brano strumentale di Weber, che entra nel repertorio perché è stato coreografato. Infine, il Prélude à l’Après-midi d’un faune di Debussy, brano sinfonico molto importante per la storia della musica che apre le porte alla musica moderna e che, dopo la coreografia del grande Nijinsky, è stato più volte ballato e coreografato. Quest’ultimo è forse l’unico brano, assieme a quello di Weber, che non è stato concepito come balletto, pur rientrando pienamente nel repertorio. Il brano per orchestra è stato trascritto da Leonard Borwick. È da notare che tutti i brani in programma sono stati trascritti, con l’eccezione di quelli di Weber e di Ravel. Ravel ha scritto di suo pugno la versione per pianoforte solo de La Valse ma si trattava di una specie di brogliaccio, una bozza che gli serviva per mettere su carta la versione per orchestra e per due pianoforti. Tanto è vero che generalmente gli esecutori integrano o modificano o migliorano la scrittura de La Valse. Il complimento più simpatico e gratificante che ho ricevuto da parte di un collega è stato che, sentendomi suonare La Valse, non si rimpiange la versione per due pianoforti.
Il genere della trascrizione mi appaga molto perché, da lisztiano appassionato, avendo frequentato alcune Parafrasi e Fantasie di Liszt su vari temi d’opera, trovo che la trascrizione esalti le potenzialità strumentali del pianoforte. Quindi il rapportarmi all’orchestra mi predispone alla ricerca delle infinite potenzialità timbriche dello strumento. Inoltre, il programma è estremamente virtuosistico, alcuni passaggi de Lo Schiaccianoci o de L’Uccello di fuoco rasentano l’ineseguibilità. Le musiche sono splendide e il pianoforte ne esce esaltato. Inoltre, il concept è fortissimo e il programma è diviso in due parti, la prima dedicata all’Ottocento e la seconda ai primi venti anni del Novecento con autori che sono pietre miliari nello sviluppo del linguaggio musicale del ventesimo secolo.
È stato infine sorprendente notare una curiosa coincidenza: il primo brano del programma è stato scritto nel 1819, l’ultimo completato nel 1919 e io ho registrato nel 2019. Abbiamo in pratica un secolo di letteratura musicale eseguita ad un secolo di distanza.

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A Natale Regala la Grande Classica!

Se a Natale volete fare un regalo prezioso e inaspettato, gli Amici della Musica propongono una GIFT CARD che permette di regalare i biglietti dei concerti in programma nella stagione 2019-2020.
Il numero di biglietti da regalare lo decidi tu! 
La gift card potrà essere utilizzata entro il 5 aprile 2020 per l’acquisto di biglietti di qualsiasi concerto in abbonamento della Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Firenze.

La GIFT CARD sarà in vendita a partire da venerdì 15 novembre presso la biglietteria del Teatro della Pergola (lun-sab 9.30-18.30) e presso il punto vendita Box Office Firenze di via delle Vecchie Carceri, 1 – Le Murate (lun-ven 10.00-19.00).

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