RAMIN BAHRAMI, pianoforte

Odissea Bach
Turno A, B, Bpiù, P, OBach

BACH: Dal primo volume del Clavicembalo Ben Temperato: Preludio e fuga n. 1 in do maggiore, Preludio e fuga n. 2 in do minore; Preludio e fuga n. 4 in do diesis minore.
BACH: Partita n.1 in si bemolle maggiore BWV 825.
BACH: Partita n. 3 in la minore BWV 827.
BACH: Dal primo volume del Clavicembalo Ben Temperato: Preludio e fuga n. 5 in re maggiore; Preludio e fuga in mi maggiore n. 9; Preludio e fuga n. 3 in do diesis maggiore.
BACH: Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo BWV 992.
BACH: Partita in mi minore BWV 830.

 

Ramin Bahrami è considerato uno tra i più importanti interpreti bachiani a livello internazionale. Dopo l’esecuzione dei Concerti di J.S. Bach a Lipsia nel 2009 con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly, la critica tedesca lo ha considerato: “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale…” (Leipziger Volkszeitung).
La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale sono intrise la sua cultura e la sua formazione. Le influenze tedesche, russe, turche e, naturalmente, persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la contraddistingue.
Bahrami si è esibito in importanti festival pianistici, tra cui “La Roque d’Anthéron”, il Festival di Uzés, il Festival “Piano aux Jacobins” di Toulouse, il Tallin Baroque Music Festival in Estonia e il Beijing Piano Festival in Cina, Festival di Brescia e Bergamo, Ravello Festival e in prestigiose sedi italiane come La Scala di Milano, la Fenice di Venezia, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, e molte altre.
Nato a Teheran, si è diplomato con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, e ha approfondito gli studi all’Accademia Pianistica di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda. Si perfeziona con Alexis Weissenberg, Charles Rosen, Sir András Schiff, Robert Levin e, in particolare, con Rosalyn Tureck.
Ramin Bahrami incide esclusivamente per Decca-Universal; i sui dischi sono dei best seller e riscuotono sempre molto successo di pubblico e critica, tanto da indurre il Corriere della Sera a dedicargli quest’anno una collana apposita per tredici settimane consecutive.
Ramin Bahrami ha scritto due libri per la Mondadori e il terzo edito Bompiani dal titolo “Nonno Bach”. Recentemente ha avuto il privilegio di inaugurare la stagione di musica da camera di Santa Cecilia a Roma e il Beethoven Festival di Varsavia in collaborazione con il flautista Massimo
Mercelli, con cui ha registrato le Sonate per flauto e piano per l’etichetta Decca.
È stato insignito del Premio “Mozart Box” per l’appassionata e coinvolgente opera di divulgazione della musica, bachiana e non solo, e del Premio “Città di Piacenza–Giuseppe Verdi” dedicato ai grandi protagonisti della scena musicale, riconoscimento assegnato prima di lui a Riccardo Muti, Josè Cura, Leo Nucci e Pier Luigi Pizzi.


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