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ANDREA LUCCHESINI, pianoforte – GIOVANNI BIETTI, musicologo

Solopiano: La Sonata tra cicli e narrazioni II
TURNO A, TURNO C

BEETHOVEN: Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109
LISZT: Sonata in si minore
BARTÓK: Sonata

Nella storia della musica, la sonata per strumento a tastiera è uno dei generi più misteriosi e affascinanti. Per gran parte del Settecento la sua identità era talmente poco definita che essa veniva spesso chiamata in modi diversi: Esercizio, da Domenico Scarlatti, o Divertimento, da Haydn, per citare solo due esempi particolarmente significativi. Ma a inizio Ottocento, grazie soprattutto al prestigio dello straordinario corpus beethoveniano, il termine sonata viene invece usato per definire il genere pianistico più importante: perfino il suo tono classico e le sue regole formali codificate non impediranno a tutti i grandi compositori romantici - da Schubert a Chopin e Liszt, da Schumann a Mendelssohn, a Brahms, perfino a Wagner - di misurarsi con la sonata per pianoforte. Ancora nel secolo scorso grandi compositori come Berg, Stravinskij, Bartók, Hindemith, Prokof’ev e molti altri, scriveranno sonate, che sono invariabilmente tra le loro composizioni pianistiche più ambiziose.
Nel corso di questa sorprendente evoluzione la sonata per pianoforte attraversa molte trasformazioni, che a volte convivono anche nella produzione di uno stesso autore: da genere privato a grande genere pubblico, da una scrittura intima e perfino didattica al gesto virtuosistico, dal tono di intrattenimento al carattere speculativo, dalla sperimentazione più audace al recupero neoclassico. Eppure pochi altri generi strumentali mantengono, nel corso dei secoli, una coerenza estetica altrettanto forte: una sonata di Beethoven dialoga in profondità con Mozart e con Liszt, così come Bartók parla, nella sua sonata, tanto con Haydn quanto con lo stesso Beethoven.
L’obiettivo di questo progetto artistico è proprio quello di portare alla luce, attraverso l’interazione di parole e musica, la ricchezza dei dialoghi attraverso il tempo tra i grandi compositori. Accostando, spiegando, eseguendo capolavori appartenenti a epoche diverse, Andrea Lucchesini e Giovanni Bietti intendono proporre un modo nuovo, più ricco e consapevole, di ascoltare la sonata, e di avvicinarsi così al genere che ancora oggi costituisce il cuore del repertorio pianistico.

Giovanni Bietti, novembre 2020

Formatosi alla grande scuola pianistica di Maria Tipo, Andrea Lucchesini s’impone all'attenzione internazionale giovanissimo, con la vittoria del Concorso Internazionale “Dino Ciani” presso il Teatro alla Scala di Milano. Suona da allora in tutto il mondo con orchestre prestigiose e i più grandi direttori, suscitando l’entusiasmo del pubblico per la combinazione tra solidità di impianto formale nelle sue esecuzioni, estrema cura del suono, raffinatezza timbrica e naturale capacità comunicativa. Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni sia un dovere morale, Lucchesini si dedica con passione anche all’insegnamento, attualmente presso la Scuola di Musica di Fiesole, di cui è stato fino al 2016 direttore artistico. Tiene frequenti masterclass presso importanti istituzioni musicali italiane ed europee, tra cui il Mozarteum di Salisburgo, e dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia. Nel 2017 ha ideato per gli Amici della Musica di Firenze il progetto artistico fff Fortissimissimo Firenze Festival, con l’obiettivo di dare spazio ai giovani talenti italiani. Nello stesso anno è stato nominato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana.

Compositore, pianista e musicologo, Giovanni Bietti è considerato uno dei migliori divulgatori musicali italiani. È una delle più note voci radiofoniche delle “Lezioni di musica” (seguitissima trasmissione settimanale di Rai-RadioTre), e ha pubblicato libri dedicati a Mozart (Laterza, 2015), a Beethoven (Laterza, 2013), a Haydn (EDT, 2020) e al Sinfonismo Viennese (Edizioni Estemporanee, 2012). Tra i suoi libri più recenti Lo spartito del mondo (Laterza, 2018), dedicato alla multiculturalità, alla capacità della musica di far dialogare tra loro culture diverse, e La musica della luce (Laterza, 2021), sul rapporto tra musica e Illuminismo.
Tiene regolarmente Lezioni-Concerto, direttamente al pianoforte, presso molti dei più prestigiosi Enti italiani: Teatro alla Scala, Teatro La Fenice, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Bellini di Catania, Festival Mito-Settembre Musica di Torino e Milano, Bologna Festival, Teatro Lirico di Cagliari, Ravello Festival, Teatro Regio di Parma, Sferisterio di Macerata, Teatro delle Muse di Ancona, Teatro Valli di Reggio Emilia, Festivaletteratura e Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra Sinfonica Siciliana. Inoltre collabora regolarmente con alcuni importanti eventi internazionali, come ad esempio il Festival internazionale di Cartagena, in Colombia.
Tra le sue apparizioni televisive si ricordano le cinque puntate di SuperQuarkMusica su RaiUno, accanto a Piero Angela, e le recentissime 12 puntate di “Musica da camera con vista” su Rai5, delle quali lo stesso Bietti è ideatore e conduttore.

Ph. Andrea Lucchesini © Leonardo Ferri


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