Ci raccontate di cosa parla il vostro spettacolo “Va, va, va, van Beethoven”?
“Va, va, va, van Beethoven” racconta un’idea molto semplice: la vita assomiglia alla musica, nel caso specifico a una forma musicale: il Tema con variazioni. Ogni giorno sembra uguale al precedente, ma in realtà è sempre un po’ diverso. Cambia il tempo, cambia l’umore, cambia il mondo intorno a noi. Lo spettacolo segue Beethoven non come monumento, ma come uomo in movimento: che cammina, trasloca, ricomincia, sbaglia, si arrabbia, ride, crea. È un viaggio fatto di piccoli gesti quotidiani e grandi musiche, dove la vita stessa diventa un tema che ritorna, ogni volta con una variazione.
Come spiegherete al giovane pubblico il concetto di “tema e variazioni” basandovi su vicende biografiche di Beethoven?
Partiamo dalla vita di Beethoven. A Vienna ha cambiato casa più di quaranta volte. Ogni volta una stanza nuova, un pianoforte nuovo, nuovi vicini, nuovi rumori. Eppure, era sempre lui. Ecco il “tema”: Beethoven. Ecco le “variazioni”: i luoghi, i giorni, gli incontri, la musica che cambia. Anche la sua sordità funziona così: non arriva tutta insieme, ma cambia lentamente il suo modo di stare al mondo. Ogni giorno è simile al precedente, ma mai identico. Come in musica: lo stesso tema ritorna, ma con un ritmo diverso, un colore diverso, un’emozione nuova. Così capiamo che le variazioni non sono un esercizio complicato, ma il modo naturale in cui la vita si trasforma.
Cosa sperate che i giovani ascoltatori si portino a casa dopo aver assistito al vostro spettacolo?
Speriamo che portino a casa l’idea che il cambiamento non è una perdita e che non deve far paura, ma è un segno di vita. Che anche quando qualcosa sembra ripetersi, in realtà, se ci mettiamo in ascolto, ci accorgiamo che qualcosa sta crescendo e cambiando con noi. E che Beethoven, pur diventando sordo, non ha smesso di ascoltare il mondo: ha solo trovato un altro modo per farlo. Se alla fine dello spettacolo qualcuno penserà che anche la propria giornata, anche la propria vita, può essere un tema con infinite variazioni, allora il nostro lavoro avrà senso.

