IL POMO D’ORO – GIOVANNI SOLLIMA, violoncello e direzione
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SABATO 17 OTTOBRE 2026, ore 16 Teatro della Pergola |
CONCERTO INAUGURALE STAGIONE CONCERTISTICA 2026/2027
Wild Love
SOLLIMA: Intersong I
Frank ZAPPA: None of the above
SOLLIMA: Aquilarco n. 7, “Rotating Dance”
Francesco ZAPPA: Gran Sinfonia Concertata – I mov. Allegro (Federico Guglielmo, violino solo)
MORETTO: Zappa’s Revenge – I mov. Allegro
Francesco ZAPPA: Gran Sinfonia Concertata – II mov. Andante (Federico Guglielmo, violino solo)
MORETTO: Zappa’s Revenge – II mov. Andante
Francesco ZAPPA: Gran Sinfonia Concertata – III mov. Minuetto (Federico Guglielmo, violino solo)
MORETTO: Zappa’s Revenge – II mov. Allegro
Frank ZAPPA: Questi Cazzi di piccione
SOLLIMA: b flat Bop Flow (su un tema di Francesco Zappa)
Francesco ZAPPA: Trio n. 1 in sol maggiore, op. 1
SOLLIMA: Aquilarco n. 5, “Leonardo’s Ornithopterus”
Frank ZAPPA: Wild Love (rilettura di Giovanni Sollima)
Federico Guglielmo violino
Alessia Pazzaglia violino
Gianluca Saggini viola
Giovanni Sollima violoncello
Francesco Galligioni violoncello
Vanni Moretto contrabbasso
Priska Comploi oboe
Arianna Zambon oboe
Stefano Rossi corno
Umberto Jiron corno
Cristiano Gaudio clavicembalo
“Ho sempre ascoltato con enorme fame e sete la musica di Frank Zappa, che inizialmente arrivava da gente più grande di me, non avevo idea del personaggio. Ma l’avrei seguito, comprato tutti i suoi dischi, letto le interviste e – successivamente – fatto conoscenza con la sua incredibile produzione sinfonica o “contemporanea” (così, per comodità, si definiva allora). Dopo la sua scomparsa, per diversi anni, sarebbe stato difficile – se non impossibile – riuscire a reperire le sue partiture […].
Ma i dischi in vinile, da qualche parte, ci sono sempre. Come quello del 1984 intitolato “Francesco Zappa” e dedicato a una figura che noi – violoncellisti – sconoscevano; un violoncellista/compositore milanese del ‘700, appunto Francesco Zappa (1717-1803) molto attivo in Olanda. In seguito avrei eseguito alcune sonate per violoncello di “Francesco” che, proprio grazie a “Frank” è uscito dall’oblio. Il disco del 1984 consiste in una serie di lavori del suo “omonimo” (beh, non proprio antenato, credo, almeno a giudicare dalle origini di entrambi, abbastanza lontane geograficamente; uno milanese, l’altro siculo/americano e che tra l’altro masticava il dialetto) eseguiti da Frank sul Synclavier, quindi restituendoci un documento a tratti straniante e algidamente misterioso.
Con Giulio e Vanni ci siamo confrontati a lungo, l’idea era quella di mettere a confronto queste due figure, ma evitando la banale esecuzione di brani semplicemente accostati… Vanni aveva già qualcosa nel cassetto; una Sinfonia ricavata da brani di Frank e, in una vera e propria sua riscrittura concepita riprendendo il relitto di una forma pre classica o classica. Un risultato fantastico! […]“
(Giovanni Sollima)
Fondato nel 2012, il nome «il Pomo d’Oro» fa riferimento all’opera di Antonio Cesti del 1666. Composta per le celebrazioni del matrimonio dell’imperatore Leopoldo I e Margherita Teresa di Spagna, il Pomo d’Oro fu probabilmente una delle produzioni operistiche più grandi, costose e spettacolari del genere: 24 scenografie, un balletto con 300 cavalli, uno spettacolo pirotecnico con 73.000 fuochi d’artificio, numerosi «effetti speciali» – tanti superlativi che avrebbero dovuto rendere la corte dell’Imperatore il culmine dello splendore culturale in Europa.
L’Orchestra Il Pomo d’Oro si è rapidamente conquistata un posto di rilievo nel panorama musicale, esibendosi nelle sale più prestigiose del mondo al fianco di artisti di fama internazionale. Sotto la guida di Maxim Emelyanychev, direttore principale dal 2016, e di Francesco Corti, direttore principale ospite dal 2019, il repertorio dell’Orchestra Il Pomo d’Oro abbraccia oltre due secoli di musica, dal Seicento italiano ai classici viennesi, con una predilezione per la musica del XVIII secolo. L’Orchestra Il Pomo d’Oro collabora inoltre con Riccardo Minasi, Stefano Montanari, George Petrou ed Enrico Onofri.
La scorsa stagione, l’Orchestra Il Pomo d’Oro ha eseguito in tournée “Alcina” e “Jephtha” di Haendel, “Orlando furioso” di Vivaldi e lo “Stabat Mater” di Pergolesi. Il Coro il Pomo d’Oro si è distinto per la sua interpretazione delle Sacrae Cantiones di Gesualdo e del Vespro della Beata Vergine di Monteverdi sotto la direzione di Giuseppe Maletto. La formazione si esibisce regolarmente al fianco di artisti quali Michael Spyres, Pene Pati, Joyce DiDonato, Jakub Józef Orliński, o con il violoncellista Giovanni Sollima.
Nel corso della stagione 2025-26, l’Orchestra Il Pomo d’Oro ha eseguito in tournée “Il Combattimento di Tancredi e Clorinda” di Monteverdi, “Giulio Cesare” di Händel e La Passione secondo San Giovanni di Bach. Si è esibito in concerto con il soprano Anna Prohaska e con Jakub Józef Orliński. Infine, Maxim Emelyanychev ha diretto l’Orchestra il Pomo d’oro in una tournée eseguendo i Concerti Grossi di Corelli in tutta Europa.
Giovanni Sollima è un violoncellista di fama internazionale e il compositore italiano più eseguito nel mondo.
Collabora con artisti del calibro di Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Ivan Fischer, Viktoria Mullova, Ruggero Raimondi, Mario Brunello, Kathryn Stott, Giuseppe Andaloro, Toni Florio, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labeque, Giovanni Antonini, Ottavio Dantone, Patti Smith, Stefano Bollani, Paolo Fresu e Antonio Albanese e con orchestre tra cui la Chicago Symphony Orchestra, Liverpool Philharmonic, la Royal Concertgebouw Orchestra, i Moscow Soloists, la Berlin Konzerthausorchester, la Australian Chamber Orchestra, Il Giardino Armonico, la Cappella Neapolitana, l’Accademia Bizantina, la Holland Baroque Society e la Budapest Festival Orchestra.
Per il cinema, il teatro, la televisione e la danza ha scritto e interpretato musica per Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Carlos Saura, Marco Tullio Giordana, Peter Stein, Lasse Gjertsen, Anatolij Vasiliev, Karole Armitage e Carolyn Carlson.
Si è esibito in alcune delle più importanti sale in tutto il mondo, tra cui la Alice Tully Hall, la Knitting Factory, la Carnegie Hall (New York), la Wigmore Hall, la Queen Elizabeth Hall (Londra), la Salle Gaveau (Parigi), il Teatro alla Scala (Milano), l’Opera House (Sidney) e la Suntory Hall (Tokyo).
Dal 2010 Sollima insegna presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove è stato insignito del titolo di Accademico.
Nel 2012 ha fondato, insieme a Enrico Melozzi, i 100 Cellos.
Nel 2015 ha creato a Milano il “logo sonoro” di Expo e inaugurato il nuovo spazio museale della Pietà Rondanini di Michelangelo.
Nel campo della composizione esplora generi diversi avvalendosi di strumenti antichi, orientali, elettrici e di sua invenzione, suonando nel Deserto del Sahara, sott’acqua, o con un violoncello di ghiaccio.
La sua attività discografica inizia nel 1998 con Aquilarco, un CD prodotto da Philip Glass per la Point Music, che è stato seguito da altri dodici album pubblicati da Sony, Egea e Decca.
Ha riportato alla luce le musiche di Giovanni Battista Costanzi, compositore del 18° secolo, del quale ha registrato le Sonate e le Sinfonie per violoncello e basso continuo, pubblicate da Glossa.
Nell’ottobre 2018 ha ricevuto l’Anner Bijlsma Awardalla Cello Biennale di Amsterdam. Nel 2020 hanno debuttato le sue due ultime opere, Il Libro della Giungla e Acqua Profonda. Nel 2021 è uscito il film documentario N-Ice Cello sul suggestivo viaggio del violoncello di ghiaccio costruito da Tim Linhart. Nel 2024 ha pubblicato la registrazione integrale delle Sonate per violoncello solo di J.S. Bach.
Giovanni Sollima suona un violoncello Francesco Ruggieri costruito a Cremona nel 1679.
Foto © Roberto Cristaudo
