Qual è il primo ricordo della tua vita legato alla musica che vi viene in mente e cosa vi ha spinto a iniziare a suonare uno strumento musicale?
Giulia Scudeller: Ricordo che da piccola mia mamma mi portò al Teatro La Fenice di Venezia a sentire un concerto dove suonava una bravissima e bellissima violinista con un vestito rosso. Sembrava una principessa e decisi che da grande sarei voluta diventare come lei.
Elisa Scudeller: …ed io con lei!
Veronica Nava Puerto: Avevo otto anni, ricordo un concerto di mia nonna che cantava in un coro. Ciò che mi ha spinto a suonare uno strumento, invece, è stato vedere mio fratello che suonava il contrabbasso da qualche mese, dunque volevo entrare a far parte anch’io di quel mondo.
Quando hai capito che eri brava in quello che stavi facendo e che questa attività avrebbe occupato una parte importante della tua vita?
Giulia: Ancora non l’ho capito…
Elisa: Credo verso le superiori, nel momento della vita in cui una persona si domanda “che farò dopo?” io avevo già una risposta chiara in testa. Nel nostro mondo non c’è un punto di arrivo, si studia ogni giorno per perfezionarsi e per raggiungere la versione migliore di noi stessi. Intorno a quell’età ho iniziato ad investire più energie conoscendo insegnanti nuovi e facendo esperienze che mi hanno fatto crescere molto.
Veronica: Non so se “brava” sia la parola giusta, ogni giorno si imparano tante cose. Di sicuro ho capito molto presto, nel giro di un paio d’anni, che avrei fatto la musicista al 100% da “grande”.
Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e cambiare direzione?
Giulia: Credo sia stato un pensiero ricorrente durante tutto il mio percorso; è un lavoro competitivo e spesso mi sono chiesta se fossi abbastanza… la risposta che mi do ora è che sono abbastanza per me stessa e l’unica con cui voglio essere in competizione è la versione di me passata.
Elisa: Anche a me è capitato qualche volta, ma più che di voler mollare in generale ho pensato spesso di voler cambiare strumento. Ho sempre amato il suono caldo e pastoso del violoncello, ma alla fine non ho mai nemmeno provato a suonarlo. Spero sia stata la scelta giusta!
Veronica: Inevitabilmente ci sono dei momenti di sconforto, penso sia normale nel percorso di ogni cosa a cui ci tieni davvero. In ogni caso proprio di mollare non ci ho mai pensato.
Qual è il momento più emozionante che ricordi della tua carriera musicale?
Giulia: Non saprei scegliere un momento vero e proprio; mi capita spesso che mi vengano i brividi mentre suono e mi immedesimo nello scorrere delle frasi o mi commuova quando sento un’aria d’opera particolarmente intensa.
Elisa: Per me credo sia stato suonare alla Carnegie Hall di New York. Non è una semplice sala da concerto, ma è un vero e proprio tempio della musica: sapere che di lì sono passati tutti i più grandi musicisti mi rende veramente orgogliosa.
Veronica: Sicuramente uno dei ricordi più emozionanti del mio percorso è stato quando ho suonato insieme a 299 musicisti in un’orchestra in Venezuela, diretti dal maestro Simon Rattle.
Ci raccontate come vi siete conosciute? Cosa vi piace del modo di suonare delle altre musiciste del gruppo e come mai avete deciso di suonare insieme?
Giulia: ci siamo conosciute in Conservatorio a Padova, per dei progetti di musica di insieme ma abbiamo deciso di suonare insieme e formare un trio stabile nel 2023, quando siamo entrate all’Accademia di Santa Cecilia con il M° Rabaglia del Trio di Parma.
Elisa: esatto, io e Giulia siamo entrate come duo ma abbiamo deciso subito di espanderci al trio con Veronica. È molto facile suonare assieme, mi piace molto l’energia che si crea e la complicità durante le prove.
Veronica: Esattamente come raccontano le mie colleghe! C’è un’intesa davvero forte tra di noi, trovare questa complicità in un gruppo da camera non è scontato, mi ritengo molto fortunata.
C’è un brano musicale a cui siete particolarmente legate? Volete dirci qual è e come mai?
Giulia: Molti brani a cui sono affezionata sono legati a ricordi di quando li ho suonati o sentiti e a quello specifico momento della mia vita. Ad esempio, in duo la Passacaglia di Halvorsen che ci sentirete suonare per me è un forte ricordo legato a quando l’abbiamo suonata alla Carnegie Hall a New York io ed Elisa… anche se a parti inverse perché allora non suonavo la viola!
Elisa: Anche per me questo è un brano davvero significativo, ma se dovessi pensare a qualcosa di legato al repertorio violinistico direi senza dubbi il Concerto di Beethoven per violino e orchestra (in modo particolare la versione di Itzhak Perlman). Mi ha accompagnata sin da quando ero piccola e l’ho sempre ascoltato quando avevo bisogno di conforto. Pochi mesi fa ho avuto l’opportunità di suonarlo con l’orchestra e per me è stato un sogno che si è realizzato.
Veronica: Sono molto legata alla prima Sinfonia di Mahler, un pezzo davvero importante della mia crescita come musicista d’orchestra quando ero ancora in Venezuela.
Hai altre passioni oltre a suonare il tuo strumento (sport/lettura/viaggi/hobby vari/ecc.)?
Giulia: Sono una persona molto curiosa e ho davvero tanti interessi, dal canottaggio al trekking in montagna, dalla storia raccontata dal prof. Barbero alla cucina etnica.
Elisa: Io adoro nuotare, ho praticato tanto questo sport da piccola e mi è rimasto nel cuore. Anche a me piace sperimentare in cucina, adoro cercare combinazioni di sapori e inventarmi nuove ricette (tanto ho mia sorella che fa da cavia).
Veronica: Sono appassionatissima di calcio, in un’altra vita avrei fatto la calciatrice haha. Sono anche una sfegatatissima interista!
Ascolti altri tipi di musica oltre a quella che suoni? Se sì, quali?
Giulia: Sì, ascolto un sacco di musica diversa, ma non sono mai riuscita a ricordarmi interamente il testo di una canzone.
Elisa: Io non ascolto troppa musica in generale. Spesso quello che ascolto è qualcosa che dovrò suonare a breve, ma la mia “zona di comfort” è la musica latino-americana degli anni ‘70-‘80-‘90.
Veronica: Ascolto musica di tutti i tipi, soprattutto musica latino-americana, sono cresciuta ascoltando e ballando la salsa, merengue, ecc.
C’è un disco – di qualsiasi genere – che consiglieresti a tutti di ascoltare?
Giulia: Consiglio di ascoltare Nighthawks del Fortepiano Trio e Andrea Battistoni, un album di alcuni nostri carissimi amici, nello specifico sono in fissa con il Finale che mi carica tantissimo quando mi alleno.
Veronica: L’album dei Choros n. 6 e Bachianas Brasileiras n. 7 di Heitor Villa-Lobos.
Qual è il libro che stai leggendo quest’estate?
Giulia: Notti bianche di Dostoevskij, avevo bisogno di sentire un po’ di fresco quest’estate…
Elisa: io ho finito da poco Trilogia della città di k, l’ho divorato capitolo dopo capitolo!
Veronica: Rayuela, di Julio Cortazar.

